Ucraina, Chernobyl: guerra e rischio incidenti atomici

© AP Photo / StringerВид на Чернобыльскую АЭС через несколько дней после аварии, 1986 год
Вид на Чернобыльскую АЭС через несколько дней после аварии, 1986 год - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2022
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La storia di Chernobyl non può essere dimenticata e il tema della sicurezza nucleare oggi è più attuale che mai. Sul territorio dell’Ucraina vi sono 15 reattori nucleari attivi e le scorie nucleari a Chernobyl, sito in mano alle forze russe. Nel contesto del conflitto militare attuale quanto è alto il rischio di un incidente atomico?
Sono 15 i reattori nucleari presenti in Ucraina ripartiti su quattro siti, da loro dipende il 50% dell’approvvigionamento energetico nazionale. Il parco nucleare ucraino, ereditato dall’Unione Sovietica, è obsoleto e la sua sicurezza nel contesto del conflitto armato in corso è una questione che riguarda tutta l’Europa. Le centrali nucleari sono obiettivi delicati anche in tempo di pace, figuriamoci in guerra.
Quali sono i rischi legati alle centrali atomiche ucraine? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Mirko Molteni, giornalista, esperto di storia militare e argomenti militari.
- Parliamo di Chernobyl e delle centrali nucleari obsolete in Ucraina. Mirko, secondo te rappresentano un pericolo nel contesto della crisi attuale?
- Potrebbero rappresentare un pericolo se nell’ambito delle operazioni militari in corso dovessero essere colpite per errore da una delle due parti. Siccome la situazione di queste centrali è ben nota sia al governo ucraino sia al governo russo è difficile pensare che i rispettivi eserciti sposteranno truppe nelle vicinanze di esse. L’unico rischio reale potrebbe essere nel caso in cui eventualmente qualche milizia terroristica possa approfittare del caso per causare qualche incidente allo scopo di surriscaldare maggiormente la situazione. Sappiamo che l’Ucraina è piena di milizie più o meno terroristiche, alcune delle quali finanziate anche dall’estero, come è abbastanza risaputo da tutti gli analisti. Il rischio non dovrebbe essere molto alto, certo non va esclusa la possibilità di un errore umano o di un errore di valutazione.
- Potrebbero verificarsi quindi solo degli incidenti, ma le centrali potrebbero venire abbandonate secondo te visto lo scenario di guerra?
- Abbandonate nel vero senso della parola non credo. Mi auguro che il personale delle centrali nucleari ucraine abbia coscienza della grandissima responsabilità che ricade su di loro. È necessario che i combattenti di entrambe le parti considerino le centrali nucleari come fossero delle zone franche. Immagino che sia previsto dall’alto comando russo e mi auguro anche dall’esercito ucraino.
Un elicottero in volo sul reattore 4 della centrale di Chernobyl - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2022
Truppe aviotrasportate russe prendono il controllo della centrale nucleare di Chernobyl
- Ci sono stati dei precedenti paragonabili alla situazione attuale: zone di conflitto in cui sono presenti centrali nucleari?
- Il problema della sicurezza delle centrali nucleari in aree di conflitto o di tensione è stato già avvertito in altri contesti. Per esempio in Pakistan, paese che dispone di due centrali nucleari, e che, come sappiamo, ha gravi problemi di terrorismo islamico interno, tali per cui è probabile che i servizi segreti pachistani dell'ISI assicurino una ferrea sorveglianza su tutto il comparto nucleare di Islamabad, che ha anche un arsenale nucleare militare. Oppure in Armenia, che dispone di una centrale nucleare, quella di Metsamor, la quale durante l'ultima guerra con l'Azerbaijian, nell'autunno 2020, si temette potesse divenire obbiettivo di un attacco. In tema di terrorismo, ricordiamo inoltre che in Francia, dove le centrali nucleari sono ben una ventina, sono stati spesso segnalati droni misteriosi che volavano vicino agli impianti, soprattutto nel 2014, quando ci fu un picco di tali episodi. Poiché la Francia è stata negli ultimi anni la nazione europea più colpita dal terrorismo islamico, da più parti si è temuto che qualcuno potesse organizzare qualcosa contro i reattori nucleari francesi, o al limite intimidire con queste azioni. Ma per fortuna non è accaduto nulla.
- Esistono delle procedure internazionali che dovrebbero essere adottate per controllare lo stato delle centrali nucleari?
- A questo proposito non va dimenticato che l’AIEA, l’agenzia internazionale dell’energia atomica, da decenni è impegnata a controllare i programmi nucleari di svariati Paesi. L’AIEA si occupa di sicurezza nucleare a 360 gradi, anche per quanto riguarda la vigilanza e la condivisione di informazioni in caso di incidente. Quando si verificò l’incidente alla centrale di Chernobyl il governo sovietico non informò subito gli altri Paesi né l’Agenzia Internazionale dell’energia atomica per motivi di politica interna. È importante che nel caso specifico di un incidente in Ucraina l’AIEA venga informata, anche per offrire consulenza da parte di esperti stranieri al Paese in questione. L'Ucraina, dal canto suo, ha quattro centrali, con 15 reattori totali. L'AIEA dal 1990 al 2021 ha sovvenzionato il governo ucraino con 17 milioni di dollari per aiutarlo a curare la sicurezza delle sue centrali nucleari e lo smaltimento delle scorie radioattive.
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