Palermo, gli autobus dell’Ast non furono un affare ma comprati con falsi sconti

© Foto : Marco Minna - © Agenzia NovaLa sindaca Virginia Raggi inaugura il Corridoio Laurentino, ovvero il tratto di corsia preferenziale per autobus su via Laurentina
La sindaca Virginia Raggi inaugura il Corridoio Laurentino, ovvero il tratto di corsia preferenziale per autobus su via Laurentina - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2022
Seguici suTelegram
La vicenda risale al 2018 e riguarda gli autobus dell’Azienda Siciliana Trasporti (Ast) di Palermo comprati all’estero per rimpiazzare quelli precedenti.
Quegli autobus usati euro 5 comprati all’estero in buone condizioni, in Israele, dovevano essere un affare per l’Ast, ma secondo i giudici le cose non starebbero proprio così.
Gli autobus comprati in Israele inizialmente restarono fermi per mesi bloccati in un paese dell’Est dove per sbloccarli sarebbero stati necessari molti passaggi burocratici e senza considerare la loro reimmatricolazione in Italia.
Secondo la Procura di Palermo, “l’affarone”, come lo definì il presidente dell’Ast, Gaetano Carmelo Maria Tafuri, fu invece un favoritismo nei confronti di un imprenditore amico di Perugia, Alessio Porzi, scrive il PalermoToday.
In questo strano movimento, è entrata in campo anche l’Autorità nazionale anticorruzione a cui “l’affare” gli ha puzzato. E a quanto pare neppure la Regione Siciliana, che è socio unico di Ast sarebbe intervenuta per verificare e appurare la bontà dell’operazione di acquisto degli autobus.
Questi retroscena, emergono dall’inchiesta della Guardia di Finanza sul caso “Gomme lisce” coordinata dalla procura di Palermo.
In questa vicenda Tafuri e Porzi sono stati interdetti per un anno, mentre Ugo Fiduccia, direttore generale di Ast, è finito agli arresti domiciliari.
Ma l’inchiesta coinvolge un ampio numero di persone, sarebbero 16 gli indagati nell’inchiesta “Gomme lisce”.

Riavvolgendo il nastro del tempo

Ritornando indietro nella storia, nel 2018 fu emanato un bando da 5,5 milioni di euro per l’acquisto di nuovi autobus.
Bando in seguito revocato senza motivazione, dal momento che gli autobus servivano. Qui sono entrati in scena Porzi con l’azienda Porzimark srl e i dirigenti di Ast a lui legati.
Il servizio a questo punto sarebbe stato assegnato per via diretta, cioè senza passare per una gara pubblica di assegnazione della commessa.
Per quanto riguarda il presunto sconto, esso era in realtà fasullo e si sarebbe addirittura fatta “la cresta”.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала