Lavrov: la Russia sarà pronta ai negoziati, non appena le forze ucraine deporranno le armi

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Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2022
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Dopo l'operazione di demilitarizzazione dell'Ucraina condotta dalla Russia, la situazione volge nuovamente ai negoziati, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
"Non avevamo nulla contro una soluzione diplomatica del conflitto. Perciò, naturalmente, qualunque operazione armata volta alla ristabilizzazione dei un qualche regime democratico, senza elementi di genocidio, senza elementi di neonazismo e militarismo, certamente, tutto ciò riporta ai negoziati e il presidente Putin, voglio riportare nuovamente l'attenzione alle sue parole, noi agiamo per liberare l'Ucraina dal militarismo e dal neonazismo, per dare a tutti i popoli che vivono in quel paese la possibilità di scegliere il loro futuro, senza alcuna pressione dall'esterno", ha detto Lavrov durante una conferenza stampa.
"Siamo pronti ai negoziati. In qualunque momento, non appena le forze armate ucraine risponderanno alla richiesta del nostro presidente, smetteranno di opporre resistenza, deporranno le armi. Nessuno vuole attaccarli, nessuno vuole opprimerli, che tornino dalle loro famiglie. E diamo tutti insieme al popolo ucraino la possibilità di determinare il loro destino", ha detto il ministro ai giornalisti.
Giovedì mattina, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'inizio di un'operazione militare speciale per smilitarizzare l'Ucraina, dopo che le repubbliche separatiste della regione del Donbass hanno chiesto assistenza per respingere gli attacchi delle forze ucraine.
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In un recente discorso televisivo, il presidente Putin ha affermato che le circostanze "richiedono da parte nostra un'azione decisa e immediata". Secondo il presidente russo, tutta la responsabilità dello spargimento di sangue ricadrà sul regime al potere in Ucraina.
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