Putin prende la decisione di lanciare un'operazione militare speciale nel Donbass

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaIl presidente Putin parla alla nazione e annuncia il riconoscimento della sovranità delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk
Il presidente Putin parla alla nazione e annuncia il riconoscimento della sovranità delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2022
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Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato, in un discorso televisivo di giovedì mattina, che le forze russe non hanno in programma di occupare l'Ucraina. Tuttavia, la Russia si difenderà, se sarà l'unica opzione a disposizione, ha osservato il presidente.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato alle forze armate di condurre un'operazione speciale nella regione del Donbass.

Il testo integrale del discorso di Vladimir Putin

Cari cittadini russi, amici, Oggi ritengo necessario parlare di nuovo dei tragici eventi nel Donbass e degli aspetti fondamentali per garantire la sicurezza della Russia. Inizierò con ciò che ho detto nel mio discorso del 21 febbraio 2022. Ho parlato delle nostre più grandi ansie e preoccupazioni e delle minacce fondamentali che i politici occidentali irresponsabili hanno creato per la Russia passo dopo passo in maniera arrogante e senza farsi tanti problemi di anno in anno.
Mi riferisco all'espansione verso est della NATO, che sta spostando le sue infrastrutture militari sempre più vicino al confine russo. È ben noto che negli ultimi 30 anni abbiamo pazientemente cercato di raggiungere un accordo con i principali paesi della NATO sui principi di una sicurezza uguale per tutti e indivisibile in Europa. In risposta alle nostre proposte, abbiamo costantemente ricevuto cinici inganni e bugie o tentativi di pressioni e ricatti, mentre l'alleanza del Nord Atlantico ha continuato ad espandersi nonostante le nostre proteste e preoccupazioni.
La sua macchina militare si sta muovendo e, come ho detto, si sta avvicinando al nostro stesso confine. Perché sta succedendo tutto ciò? Da dove proviene questo modo arrogante di parlare dalla posizione del loro perfezionismo, infallibilità e strapotenza? Qual è la spiegazione di questo atteggiamento sprezzante nei confronti dei nostri interessi e delle nostre esigenze assolutamente legittime.
La risposta è semplice. Tutto è chiaro ed evidente. Alla fine degli anni '80, l'Unione Sovietica si è indebolita e poi è crollata completamente. Quell'esperienza dovrebbe servirci da buona lezione, perché ci ha mostrato che la paralisi del potere e della volontà è il primo passo verso il completo degrado e l'oblio. Abbiamo perso la fiducia di noi stessi per un solo momento, ma è stato sufficiente per sconvolgere l'equilibrio delle forze nel mondo.
Di conseguenza, i vecchi trattati e accordi non sono più efficaci. La persuasione e le richieste non aiutano. Tutto ciò che non va bene all’egemone, ai detentori del potere, viene denunciato come arcaico, obsoleto e inutile. Allo stesso tempo, tutto ciò che considera utile è presentato come l’assoluta verità e imposto agli altri ad ogni costo, villanamente e con ogni mezzo disponibile. Coloro che si rifiutano di obbedire vengono messi all’angolo. Ciò di cui sto parlando ora non riguarda solo la Russia, e la Russia non è l'unico paese ad essere preoccupato per questo.
Ciò ha a che fare con l'intero sistema delle relazioni internazionali, e talvolta anche con gli alleati degli Stati Uniti. Il crollo dell'Unione Sovietica portò a una ridefinizione del mondo e delle norme di diritto internazionale che si svilupparono in quel momento – e la più importante di esse, le norme fondamentali che furono adottate dopo la Seconda Guerra Mondiale e ne formarono in gran parte l'esito – iniziarono a dare fastidio a coloro che si sono dichiarati vincitori della Guerra Fredda.
Naturalmente, la pratica, le relazioni internazionali e le regole che le stabilivano dovevano tenere conto dei cambiamenti avvenuti nel mondo e negli equilibri delle forze. Tuttavia, ciò avrebbe dovuto essere fatto in modo professionale, agevole, paziente e con il dovuto rispetto e rispetto per gli interessi di tutti gli stati e la propria responsabilità. Invece, abbiamo assistito a uno stato di euforia creato dal sentimento di assoluta superiorità, una sorta di assolutismo moderno, unito ai bassi standard culturali e all'arroganza di coloro che formulavano e spingevano decisioni che si adattavano solo a loro stessi.
La situazione ha preso una piega diversa. Ci sono molti esempi di questo. Prima è stata condotta una sanguinosa operazione militare contro Belgrado, senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU ma con aerei da combattimento e missili utilizzati nel cuore dell'Europa. I bombardamenti di città pacifiche e infrastrutture vitali sono andati avanti per diverse settimane. Devo ricordare questi fatti, perché alcuni colleghi occidentali preferiscono dimenticarli, e quando ne parliamo, preferiscono evitare di parlare di diritto internazionale, dando invece rilievo alle circostanze che interpretano come ritengono necessario.
Poi è arrivato il turno dell'Iraq, della Libia e della Siria. L'uso illegale della potenza militare contro la Libia e lo stravolgimento di tutte le decisioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla Libia hanno rovinato lo Stato, creato un'enorme sede del terrorismo internazionale e spinto il Paese verso una catastrofe umanitaria, nel vortice di una guerra civile continuata lì per anni. La tragedia, creata per centinaia di migliaia e persino milioni di persone non solo in Libia ma nell'intera regione, ha portato a un esodo su larga scala dal Medio Oriente e dal Nord Africa verso l'Europa.
Un destino simile era stato preparato anche per la Siria. Le operazioni di combattimento condotte dalla coalizione occidentale in quel Paese senza l'approvazione del governo siriano o una sanzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU possono essere definite solo come aggressione e intervento. Ma l'esempio che si distingue dagli eventi di cui sopra è, ovviamente, l'invasione dell'Iraq senza alcuna base legale. Hanno usato il pretesto di informazioni presumibilmente affidabili disponibili negli Stati Uniti sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq.
Per provare questa affermazione, il Segretario di Stato americano ha fatto vedere al pubblico una fiala con la polvere bianca, perché tutto il mondo potesse vederla, assicurando alla comunità internazionale che si trattava di un agente di guerra chimica creato in Iraq. In seguito si è scoperto che tutto ciò era un falso e una farsa, e che l'Iraq non aveva armi chimiche. Incredibile e scioccante ma vero. Abbiamo assistito a bugie fatte al più alto livello statale e espresse dall'alto podio delle Nazioni Unite. Di conseguenza assistiamo a una tremenda perdita di vite umane, danni, distruzione e una colossale ondata di terrorismo.
In generale si crea l'impressione che praticamente ovunque, in molte regioni del mondo, dove l'Occidente viene a stabilire il proprio ordine, il risultato siano ferite sanguinanti che non si possono curare, ulcere del terrorismo internazionale e dell'estremismo. Tutto ciò che ho detto è il più eclatante, ma non l'unico esempio di disprezzo del diritto internazionale. In questa serie, ci sono le promesse al nostro paese di non espandere la NATO nemmeno di un pollice a est.
Ripeto: ci hanno ingannato. Sì, si sente spesso dire che la politica è un affare sporco. Forse, ma non fino a questi livelli. Dopotutto, tale comportamento imbroglione contraddice non solo i principi delle relazioni internazionali, ma soprattutto le norme morali e morali riconosciute da tutti. Dov'è la giustizia e la verità qui? Solo un mucchio di bugie e ipocrisia. A proposito, politici, esperti di politologia e giornalisti americani stessi scrivono e parlano del fatto che negli ultimi anni si è creato un vero e proprio "impero delle bugie" all'interno degli Stati Uniti.
È difficile non essere d'accordo con questo, è vero. Ma non siamo modesti: gli Stati Uniti sono ancora un grande paese, una potenza chiave per il sistema. Tutti i suoi satelliti non solo danno un rassegnato e doveroso assenso, cantano insieme a lei per qualsiasi motivo, ma copiano anche il suo comportamento, accettano con entusiasmo le regole che propone. Pertanto, a ragione, possiamo affermare con sicurezza che l'intero cosiddetto blocco occidentale, formato dagli Stati Uniti a propria immagine e somiglianza, è tutto il vero "impero della menzogna".
Per quanto riguarda il nostro Paese, dopo il crollo dell'URSS, con tutta l'apertura senza precedenti della nuova Russia moderna, la disponibilità a lavorare onestamente con gli Stati Uniti e gli altri partner occidentali, e nelle condizioni di un disarmo praticamente unilaterale, hanno subito cercato di schiacciarci e distruggerci completamente. Questo è esattamente ciò che è successo negli anni '90, all'inizio degli anni 2000, quando il cosiddetto Occidente collettivo ha sostenuto più attivamente il separatismo e le bande mercenarie nella Russia meridionale. Quali sacrifici, quali perdite ci costò tutto questo in quel momento, quali prove abbiamo dovuto affrontare prima di spezzare finalmente la schiena al terrorismo internazionale nel Caucaso. Lo ricordiamo e non lo dimenticheremo mai.
Infatti, fino a poco tempo fa, non avevano smesso con i tentativi di usarci nel proprio interesse, di distruggere i nostri valori tradizionali e di imporci i loro pseudo-valori che corroderebbero noi, la nostra gente dall'interno, quegli atteggiamenti che stanno già piantando in modo aggressivo nei loro paesi e che portano direttamente al degrado, perché contraddicono la natura stessa dell'uomo. Non succederà, nessuno l'ha mai fatto. Non funzionerà neanche adesso. Nonostante tutto, nel dicembre 2021, abbiamo comunque tentato ancora una volta condurre trattative con gli Stati Uniti e i loro alleati sui principi di garantire la sicurezza in Europa e sulla non espansione della NATO.
Tutto è vano. La posizione degli Stati Uniti non cambia. Non ritengono necessario negoziare con la Russia su questa questione fondamentale per noi, perseguendo i propri obiettivi, trascurano i nostri interessi. E ovviamente, in questa situazione, abbiamo una domanda: cosa fare dopo, cosa aspettarci? Sappiamo bene dalla storia come nel 1940 e all'inizio del 1941 l'Unione Sovietica abbia cercato in tutti i modi di prevenire o almeno ritardare lo scoppio della guerra. A tal fine, tra l'altro, ha cercato letteralmente fino all'ultimo di non provocare il potenziale aggressore, non ha compiuto o rimandato le azioni più necessarie e ovvie per prepararsi a respingere un inevitabile attacco. E quei passi che furono fatti alla fine furono catastroficamente in ritardo.
Di conseguenza, il paese non era pronto ad affrontare con tutte le forze l'invasione della Germania nazista, che attaccò la nostra Patria il 22 giugno 1941 senza dichiarare guerra. Il nemico fu fermato e poi schiacciato, ma a un costo colossale. Un tentativo di placare l'aggressore prima della Grande Guerra Patriottica si è rivelato un errore che è costato caro al nostro popolo. Nei primissimi mesi di azioni belliche abbiamo perso territori enormi e strategicamente importanti e milioni di persone. La seconda volta che non permetteremo un errore del genere, non abbiamo alcun diritto di farlo.
Coloro che rivendicano il dominio del mondo, pubblicamente, impunemente e, sottolineo, senza alcun motivo, dichiarano noi, la Russia, il loro nemico. Infatti, oggi hanno grandi capacità finanziarie, scientifiche, tecnologiche e militari. Ne siamo consapevoli e valutiamo oggettivamente le minacce che ci vengono costantemente rivolte in ambito economico, nonché la nostra capacità di resistere a questo ricatto sfacciato e permanente. Ripeto, li valutiamo senza illusioni, in modo estremamente realistico. Per quanto riguarda il settore militare, la Russia moderna, anche dopo il crollo dell'URSS e la perdita di una parte significativa del suo potenziale, è oggi una delle più grandi potenze nucleari del mondo e, inoltre, gode di alcuni vantaggi in una serie di tipi di armamenti dell’ultima generazione.
A questo proposito, nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che un attacco diretto al nostro Paese porterà alla sconfitta e a terribili conseguenze per qualsiasi potenziale aggressore. Allo stesso tempo, le tecnologie, comprese quelle di difesa, stanno cambiando rapidamente. Il primato in quest'area sta passando e continuerà a passare di mano in mano, ma lo sviluppo militare dei territori adiacenti ai nostri confini, se lo consentiamo, durerà per decenni a venire, e forse per sempre, e creerà un clima sempre crescente, assolutamente minaccia inaccettabile per la Russia. Anche ora, mentre la NATO si espande verso est, la situazione per il nostro Paese sta peggiorando e diventando ogni anno più pericolosa.
Inoltre, negli ultimi giorni, la leadership della NATO ha parlato apertamente della necessità di accelerare l'avanzamento delle infrastrutture dell'alleanza fino ai confini della Russia. In altre parole, stanno rafforzando la loro posizione. Non possiamo più semplicemente continuare a osservare ciò che sta accadendo. Sarebbe assolutamente irresponsabile da parte nostra. L'ulteriore espansione delle infrastrutture dell'Alleanza atlantica, l’avviato sviluppo militare dei territori dell'Ucraina è inaccettabile per noi.
Il punto, ovviamente, non è l'organizzazione NATO in sé, è solo uno strumento della politica estera statunitense. Il problema è che nei territori a noi adiacenti, nei nostri stessi territori storici, si sta creando un "anti-Russia" a noi ostile, che è stato posto sotto il completo controllo esterno, è intensamente colonizzato dalle forze armate dei paesi della NATO caricato con le armi più moderne. Per gli Stati Uniti e i suoi alleati, questa è la cosiddetta politica di contenimento della Russia, con evidenti dividendi geopolitici. E per il nostro paese, questa è in definitiva una questione di vita o di morte, una questione del nostro futuro storico come popolo.
E questa non è un'esagerazione, è vero. Questa è una vera minaccia non solo per i nostri interessi, ma anche per l'esistenza stessa del nostro Stato, la sua sovranità. Proprio questa è la linea rossa di cui si è parlato molte volte. L'hanno oltrepassata.
A questo proposito, parleremo anche della situazione nel Donbass. Vediamo che le forze che hanno eseguito il colpo di stato in Ucraina nel 2014, hanno preso il potere e lo stanno detenendo con l'aiuto, di fatto, di procedure elettorali decorative, hanno definitivamente abbandonato la possibilità di una soluzione pacifica del conflitto. Per otto anni, otto infiniti anni, abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere la situazione con mezzi pacifici e politici. Tutto invano. Come avevo detto nel mio discorso precedente, non si può guardare ciò che sta accadendo lì senza compassione.
Era semplicemente impossibile sopportare tutto questo. Era necessario fermare immediatamente questo incubo: il genocidio contro i milioni di persone che vivono lì, che fanno affidamento solo sulla Russia, sperano solo in noi. Sono state queste aspirazioni, sentimenti, dolore delle persone che sono state per noi il motivo principale per prendere la decisione di riconoscere le repubbliche popolari del Donbass.
La cosa che penso sia importante sottolineare ulteriormente. I principali paesi della NATO, al fine di raggiungere i propri obiettivi, sostengono in tutto i nazionalisti estremisti e neonazisti in Ucraina, che, a loro volta, non perdoneranno mai i residenti di Crimea e Sebastopoli per la loro libera scelta: la riunificazione con la Russia. Ovviamente andranno in Crimea, e proprio come nel Donbass, scenderanno in guerra, per uccidere, come punitori delle bande dei nazionalisti ucraini, i complici di Hitler, che uccisero persone indifese durante la Grande Guerra Patriottica.
Dichiarano apertamente di rivendicare un certo numero di altri territori russi. L'intero corso degli eventi e l'analisi delle informazioni in arrivo mostra che lo scontro della Russia con queste forze è inevitabile. È solo questione di tempo: si stanno preparando, aspettano il momento giusto. Ora rivendicano anche il possesso di armi nucleari. Non permetteremo che ciò avvenga.
Come ho detto prima, dopo il crollo dell'URSS, la Russia ha accettato nuove realtà geopolitiche. Rispettiamo e continueremo a trattare con rispetto tutti i paesi di nuova formazione nello spazio post-sovietico. Rispettiamo e continueremo a rispettare la loro sovranità, e un esempio di ciò è l'assistenza che abbiamo fornito al Kazakistan, che ha dovuto affrontare eventi tragici, con una sfida alla sua statualità e integrità.
Ma la Russia non può sentirsi al sicuro, svilupparsi, esistere con una minaccia costante proveniente dal territorio dell'Ucraina moderna. Permettetemi di ricordarvi che nel 2000-2005 abbiamo dato una risposta militare ai terroristi nel Caucaso, abbiamo difeso l'integrità del nostro Stato, salvato la Russia. Nel 2014 abbiamo sostenuto i residenti della Crimea e di Sebastopoli. Nel 2015, abbiamo impiegato le forze armate per porre una barriera affidabile alla penetrazione dei terroristi dalla Siria in Russia. Non avevamo altro modo per proteggerci.
La stessa cosa sta accadendo ora. Semplicemente a noi non è stata lasciata alcuna altra opportunità per proteggere la Russia, il nostro popolo, ad eccezione di quella che useremo oggi. Le circostanze richiedono un'azione decisa e immediata. Le repubbliche popolari del Donbass si sono rivolte alla Russia con una richiesta di aiuto. A questo proposito, ai sensi dell'articolo 51, parte 7 della Carta delle Nazioni Unite, con l'approvazione del Consiglio della Federazione e in virtù dei trattati di amicizia ratificati dall'Assemblea Federale e di mutua assistenza con la DNR e l’LNR, ho deciso di condurre un'operazione militare speciale.
Il suo obiettivo è proteggere le persone che da otto anni subiscono bullismo e genocidio da parte del regime di Kiev, e per questo ci adopereremo per smilitarizzare e denazificare l'Ucraina, oltre che per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili, compresi i cittadini della Federazione Russa. Allo stesso tempo, non abbiamo nei nostri piani l'occupazione dei territori ucraini. Non imporremo nulla a nessuno con la forza.
Sentiamo che ultimamente in Occidente vengono pronunciate sempre più parole sul fatto i documenti firmati dal regime totalitario sovietico, che consolidano i risultati della seconda guerra mondiale, non dovrebbero più essere rispettati. Ebbene, qual è la risposta a questo? I risultati della seconda guerra mondiale, così come i sacrifici fatti dal nostro popolo sull'altare della vittoria sul nazismo, sono sacri.
Ma questo non contraddice gli alti valori dei diritti umani e delle libertà, basati sulle realtà che si sono sviluppate oggi in tutti i decenni del dopoguerra. Inoltre, non annulla il diritto delle nazioni all'autodeterminazione, sancito dall'articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite. Vi ricordo che né durante la creazione dell'URSS, né dopo la seconda guerra mondiale, le persone che vivono in determinati territori che fanno parte dell'Ucraina moderna, nessuno si è mai chiesto come vogliono organizzare la propria vita.
La nostra politica si basa sulla libertà, la libertà di scelta per ciascuno di determinare indipendentemente il proprio futuro e il futuro dei propri figli. E riteniamo importante che questo diritto - il diritto di scelta - possa essere utilizzato da tutti i popoli che vivono sul territorio dell'odierna Ucraina, da chiunque lo desideri.
A questo proposito, mi rivolgo ai cittadini ucraini. Nel 2014, la Russia è stata obbligata a proteggere i residenti della Crimea e di Sebastopoli da coloro che voi stessi chiamate "nazi". I residenti della Crimea e di Sebastopoli hanno scelto di stare con la loro patria storica, con la Russia, e noi lo abbiamo sostenuto. Ripeto, semplicemente non avremmo potuto fare in altro modo.
Gli eventi di oggi non sono collegati al desiderio di violare gli interessi dell'Ucraina e del popolo ucraino. Sono legati alla protezione della stessa Russia da coloro che hanno preso in ostaggio l'Ucraina e stanno cercando di usarla contro il nostro paese e il suo popolo. Ripeto, le nostre azioni sono autodifesa contro le minacce che si stanno creando per noi e da un disastro ancora più grande di quello che sta accadendo oggi. Per quanto difficile possa essere, vi chiedo di capirlo e invito alla collaborazione per voltare al più presto questa tragica pagina e andare avanti insieme, per non permettere a nessuno di interferire nei nostri affari, nelle nostre relazioni, ma per costruirli da soli, in modo che crei le condizioni necessarie per superare tutti i problemi e, nonostante la presenza dei confini statali, ci rafforzi dall'interno nel suo insieme. Io credo in questo – proprio in questo è il nostro futuro.
Devo rivolgermi anche ai militari delle forze armate ucraine. Cari compagni! I vostri padri, nonni, bisnonni hanno combattuto i nazisti, hanno difeso la nostra Patria comune non per vedere i neonazisti di oggi che hanno preso il potere in Ucraina. Avete giurato fedeltà al popolo ucraino e non alla junta antipopolare che saccheggia l'Ucraina e prende in giro il suo popolo. Non seguite i suoi ordini criminali. Vi esorto a deporre immediatamente le armi e ad andare a casa. Mi spiego meglio: tutti i militari dell'esercito ucraino che soddisferanno questa condizione potranno lasciare liberamente la zona di combattimento e tornare dalle loro famiglie. Sottolineo ancora una volta che ogni responsabilità per un possibile spargimento di sangue sarà interamente sulla coscienza del regime che esercita il potere sul territorio dell'Ucraina.
Ora alcune parole importanti, molto importanti per coloro che potrebbero essere tentati dall’idea di intervenire negli eventi in atto. Chiunque tenti di ostacolarci, e ancor di più di creare minacce per il nostro Paese, per il nostro popolo, dovrebbe sapere che la risposta della Russia sarà immediata e vi porterà a conseguenze che non avete mai riscontrato nella vostra storia. Siamo pronti per qualsiasi sviluppo degli eventi. Tutte le decisioni necessarie al riguardo sono state prese. Spero mi sentirete.
Cari cittadini russi! Il benessere, l'esistenza stessa di interi stati e popoli, il loro successo e la loro vitalità hanno sempre origine nel potente apparato radicale della loro cultura e valori, esperienze e tradizioni dei loro antenati e, ovviamente, dipendono direttamente dalla capacità di adattarsi rapidamente a una vita in continuo cambiamento, sulla coesione della società, sulla sua disponibilità a consolidarsi, a raccogliere tutte le forze per andare avanti. Le forze sono necessarie sempre - sempre, ma la forza può essere di qualità diversa.
La politica dell'"impero della menzogna", di cui ho parlato all'inizio del mio intervento, si basa principalmente sulla forza bruta e schietta. In questi casi, diciamo: "Se c'è la forza, la mente non è necessaria". E noi sappiamo che la vera forza sta nella giustizia e nella verità, che sta dalla nostra parte. E se è così, allora è difficile non essere d'accordo con il fatto che sono la forza e la prontezza a combattere che stanno alla base dell'indipendenza e della sovranità, sono le basi necessarie su cui si può solo costruire in modo affidabile il proprio futuro, costruire la propria casa, la propria famiglia , la propria patria.
Cari compatrioti! Sono fiducioso che i soldati e gli ufficiali delle forze armate russe fedeli al loro paese adempiranno al loro dovere con professionalità e coraggio. Non ho dubbi che tutti i livelli di governo, gli specialisti responsabili della stabilità della nostra economia, del sistema finanziario, del settore sociale, i capi delle nostre aziende e tutte le imprese russe agiranno in modo coordinato ed efficiente. Conto su una posizione consolidata e patriottica di tutti i partiti parlamentari e delle forze pubbliche.
Alla fine dei conti, come è sempre stato nella storia, il destino della Russia è nelle mani affidabili del nostro popolo multinazionale. E questo significa che le decisioni prese saranno attuate, gli obiettivi fissati saranno raggiunti, la sicurezza della nostra Patria sarà garantita in modo affidabile. Credo nel vostro sostegno, in quella forza invincibile che ci dà il nostro amore per la Patria.
Credo nel vostro sostegno, in quella forza invincibile che ci dà il nostro amore per la Patria.
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