Galli: “Riaprire va bene, ma i partiti sbagliano a far credere che sia tutto finito”

 Massimo Galli - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2022
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Non bisogna tralasciare la campagna vaccinale e proseguire con il green pass, secondo l’infettivologo, che critica le posizioni della Lega, che “strizza l’occhio” ai no-vax.
La decisione di non rinnovare lo stato d'emergenza, in scadenza al 31 marzo, è “giustificata”, ma non lo è “dare la sensazione che la pandemia sia esaurita”. Dice a La Stampa l’infettivologo Massimo Galli, parlando delle posizioni di molti partiti anche nella maggioranza.

“Comprendo che il governo debba tenere conto della Lega in maggioranza e che quest’ultima, anche se non ne capisco il vantaggio elettorale, continui a strizzare l’occhio a posizioni no-vax”.

L’ex primario dell’ospedale Sacco e professore ordinario all’Università Statale di Milano, parla di “riaperture sacrosante”, ma “la politica non accompagna il processo come dovrebbe, dando la sensazione che la pandemia sia finita ancora una volta, quando non lo è, e strizzando l’occhio a chi non si è vaccinato o non intende coprire i propri figli”.
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Via le restrizioni per coprire altri problemi

Per Galli, molti politici italiani ed europei “ostentano posizioni ultraottimiste per far dimenticare la crisi ucraina, il crescere delle bollette e la discesa delle Borse”.
Le riaperture, quindi, vengono “usate per distrarre da altri guai, per cui alla fine va bene un po’ a tutti dire che la pandemia sta finendo, dalle sguaiataggini di Johnson alle distrazioni di Draghi”.
Ma dire che l’emergenza sia finita “mi pare come minimo un azzardo, oltre che un insulto a tutti quelli che lavorano per risolvere questi problemi”.

Non mollare sulle vaccinazioni

Per l’infettivologo, il punto chiave è “non mollare il colpo sulla vaccinazione”, perché “sarebbe un errore madornale, impedirebbe di mettere in sicurezza tutta la popolazione non sapendo cosa ci potrebbe capitare il prossimo autunno”.
Anzi, il governo deve spingere sulle immunizzazioni e non deve eliminare il green pass e le mascherine al chiuso. “Altrimenti il rischio è di ripetere tra otto mesi il caos degli ospedali e il rinvio degli interventi d’urgenza, quando ancora dovremo smaltire quelli pregressi. Sarebbe un disastro”.
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