Aumento prezzi gas, Ngv Italy: Gazprom non c’entra, colpa di chi non ha fatto ordini a lungo termine

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaImpianto di gas in Germania ad Eugal
Impianto di gas in Germania ad Eugal - Sputnik Italia, 1920, 24.02.2022
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Al IX Seminario Italo-Russo, tenutosi il 17 febbraio a Milano, si è parlato di sviluppo economico e tecnologie innovative, tra cui l'idrogeno.
Antonio Lorenzo Antozzi, head of Hydrogen BU Industrie De Nora, ha raccontato che grazie ai loro catalizzatori, l’idrogeno verde (prodotto con elettrolisi) può diventare competitivo con idrogeno blu, prodotto con l’impiego di gas naturale (che è più economico al momento), e già adesso con il prezzo dell'elettricità a 60 Euro/MWh riescono ad arrivare a 2,5-3 euro al chilo.
Questo tema è di moda in Europa, perché contribuisce alla decarbonizzazione del settore elettrico, in linea con il Green Deal europeo. E tante aziende cercano di essere in tendenza. Ad esempio, il 22 febbraio Edison, Eni e Ansaldo Energia hanno siglato un accordo per l’avvio di uno studio di fattibilità per la produzione di idrogeno verde o blu, da utilizzare in sostituzione di una quota di gas naturale quale combustibile della nuova centrale Edison a Porto Marghera. L’impianto, che entrerà in marcia commerciale entro il secondo semestre di quest’anno, è un ciclo combinato di ultima generazione della potenza complessiva di 780 MW e utilizzerà una turbina ad alta efficienza dotata di tecnologia predisposta per essere alimentata a idrogeno.
Ma per lo sviluppo dell'idrogeno ci serve comunque elettricità o gas a basso costo, che con i prezzi attuali non è facile trovare. Sputnik Italia ha parlato con Maria Rosa Baroni, presidente di Ngv Italy (Natural Gas Vehicles), di transizione ecologica, del ruolo del gas e di chi è la colpa dell’aumento dei prezzi dell’energia.
— Parliamo di transizione ecologica, cosa sta portando all'Italia e al mondo?
— L'Italia è leader mondiale nel trasporto a metano con la tecnologia dei suoi associati, e quindi noi riteniamo e portiamo avanti, non solo presso le istituzioni italiane, ma anche presso le istituzioni europee, che una vera transizione ecologica deve per forza passare dal gas naturale prima di poter arrivare ad altri fonti energetiche come le rinnovabili e l'idrogeno. La via maestra deve essere il gas naturale, perché è una tecnologia pronta, economica, sicura e collaudata negli anni.

In Italia abbiamo una flotta di trasporto di più 3.500 camion Lng, estremamente ecocompatibili, abbiamo 1.200.000 auto a metano, abbiamo 1.500 stazioni di rifornimento sia di gas compresso che di gas naturale liquido, quindi riteniamo che il posto del gas naturale sia essenziale.

Non riusciamo a capire come mai nel 2014 sono uscite direttive europee che parlavano di neutralità tecnologica. Questo voleva dire, con la Dafi (DIRETTIVA 2014/94/UE - ndr), che le fonti energetiche sia fossili che rinnovabili, dovevano avere un pari trattamento neutrale, da usare a secondo dell'uso, del consumo e dei costi. Nel giro di sei anni, l'Unione Europea ha cancellato questa direttiva dopo che moltissimi dei nostri connazionali, non solo italiani ma anche moltissimi europei, hanno investito somme ingenti per produrre biometano, per produrre stazioni di rifornimento metano, per acquistare mezzi a metano. All'improvviso si sono sentiti defenestrati senza ragione e oggi come oggi si parla solo di tassa sulla Co2.
Noi chiediamo a tutti di ripensare, perché questa ricaduta sarà una ricaduta economica che andrà a colpire soprattutto i ceti con meno reddito. Oggi come oggi, pensare di comperare un mezzo elettrico è una cosa impossibile, specialmente in un paese come l'Italia, la Spagna, la Grecia, dove ci sono ancora mezzi molto vecchi e quindi non saranno certamente riconvertibili.
Leggiamo tutti i giorni che la produzione dell'auto è scesa del 39% rispetto al 2019: questo vuol dire che in Europa non c'è possibilità di acquisto per nuove vetture, questo deve fare riflettere.
— La crisi energetica, l’aumento di prezzi dell’energia in Italia, 95% per gas, elettricità addirittura al 130% in un anno. Come influisce il vostro business e soprattutto che cosa ha causato?

— Io parlo spesso con Gazprom e loro mi assicurano che non è certamente colpa di Gazprom, dei russi. Questo aumento di prezzo è soprattutto colpa del fatto di non aver fatto ordini a lungo termine e quindi di avere poche riserve. Quindi è come sempre tutto in mano anche a chi si può approfittare di queste situazioni per portare il pezzo alle stelle.

Certamente, questa ricaduta dei prezzi va a colpire, come dicevo prima, i meno abbienti, perché leggevo l'altro giorno che a fine anno ci sarà un aumento di circa 1.400€ per l'acquisto di beni di consumo, di beni primi di consumo, del pane, della farina. Questo non sarà certamente un grande sforzo per chi ha un lavoro, ma pensiamo a chi ha delle pensioni minime. E penso che 1.400 euro di aumento solo di beni primi, beni di consumo, siano veramente insostenibili.
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