Ucraina, Di Maio condanna l'invio delle truppe russe nelle repubbliche del Donbass

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Luigi di Maio e Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2022
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Per il ministro degli Esteri, c'è un rischio concreto di escalation militare su larga scala della Russia in Ucraina.
"Condanniamo la decisione di Mosca di inviare nei territori delle due repubbliche separatiste un contingente di truppe con sedicenti funzioni di peacekeeping". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, riferendo in Senato sulla crisi ucraina.

"È un gesto che rischia di esacerbare una situazione già molto tesa", sottolinea il capo della Farnesina, ricordando che la presenza militare russa lungo i confini con l'Ucraina è stimata tra 170 e 190mila unità.

Per Di Maio, la doppia mossa di Putin di riconoscere "le pretese di Donetsk e Lugansk sul territorio di tutto il Donbass", quindi anche sui territori controllati dall'esercito ucraino, e a sua volta di chiedere il riconoscimento "dell'annessione illegale della Crimea", rischia di "aprire la strada ad un’operazione militare su larga scala della Russia in Ucraina".
Il ministro ha sottolineato l'importanza di mantenere lo stretto coordinamento già in atto con i partner dell’Unione Europea e con gli Alleati della Nato.

"Lo dimostrano, da ultimo, il Consiglio Affari Esteri straordinario dell’Unione e la riunione tra i Ministri degli Esteri dei paesi G7, cui ho partecipato ieri a Parigi", ha dichiarato, rimarcando che la situazione può cambiare rapidamente.

L'Italia ribadisce il sostegno "all’integrità e alla piena sovranità territoriale dell’Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti" e rivolge un appello "alle parti perché tornino al tavolo negoziale nei formati appropriati".
"Iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza nella regione", conclude Di Maio.
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