Ucraina, da Catania parte la mobilitazione contro la guerra: "No alle basi militari in Sicilia"

© Foto : fornita da Pippo GurrieriAttivisti No Muos manifestano vicino alla base militare di Sigonella
Attivisti No Muos manifestano vicino alla base militare di Sigonella - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2022
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I venti di guerra dall'Ucraina spirano fino alla Sicilia, una vera e propria piattaforma militare Nato nel Mediterraneo, con un ruolo centrale nella crisi dell'Europa orientale. La sinistra catanese si mobilita per dire no alla guerra e no alla militarizzazione dell'isola.
La sinistra catanese lancia una mobilitazione contro la guerra e per il disimpegno militare della Sicilia, dove proprio in questi giorni la flotta della Nato si addestra alla guerra con i sommergibili lungo uno specchio d'acqua che ricopre buona parte della costa orientale, nell'ambito dell'esercitazione navale Dynamic Manta.

“La neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento dei diritti delle popolazioni delle regioni di lingua russa in uno stato plurinazionale sono l’unica via di uscita dalla crisi. Gli USA alimentano un clima di guerra per ragioni geopolitiche ed economiche e per riaffermare il loro dominio in Europa", si legge in un comunicato firmato da Mimmo Cosentino (Partito della Rifondazione Comunista), Pina La Villa (Partito Comunista Italiano) ed Elena Majorana (Sinistra Anticapitalista).

La Sicilia non è poi così lontana dalla linea del fronte Est dell'Europa. Con il Muos di Niscemi, il porto di Augusta e la base di Sigonella, da cui partono le missioni di pattugliamento dei droni lungo il confine con la Russia, l'isola assume una centralità nella strategia Nato nell'Europa orientale, che si è intensificata con l'escalation della crisi Ucraina.

"Il ruolo della base di Sigonella espone in prima fila il nostro territorio nelle dinamiche di guerra innescate dagli USA, di cui è parte anche l’esercitazione aeronavale Nato denominata Dynamic Manta, iniziata in questi giorni", denunciano gli attivisti.

La sinistra rilancia quindi con forza la necessità di una "forte mobilitazione contro le basi USA in Sicilia, a partire da Sigonella e Niscemi e contro la militarizzazione del territorio, sempre più devastante per l’ambiente come dimostra l’installazione dei radar a Portopalo e Favignana".
Nel comunicato viene messo in evidenza che mentre esplode una crisi militare, non arrivano risposte alla crisi sociale del paese, i cui "sintomi drammatici" sono i licenziamenti, il caro bollette, la devastazione di sanità e scuola, da affrontare con un "drastico taglio delle spese militari, che invece il governo continua ad aumentare".
Gli attivisti invitano a costruire un forte mobilitazione contro la guerra.
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