Speranza: “Andiamo oltre l’emergenza, ma serve una nuova sanità - maxiambulatori aperti sempre”

© AP Photo / Remo CasilliRoberto Speranza, ministro della salute
Roberto Speranza, ministro della salute - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2022
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Il ministro della Salute spiega la riforma del settore da approvare entro il 30 giugno. Uno stanziamento di risorse da 30 miliardi, tra personale, strutture e macchinari per ridurre attese, povertà sanitaria e modernizzare.
Per il ministro della Salute Roberto Speranza, “mentre continuiamo a combattere il virus, ora è il momento di alzare lo sguardo oltre l’emergenza”, puntando a una nuova sanità che abbia tre parole d’ordine: “Prossimità, innovazione e uguaglianza”.
Parlando a La Stampa, il ministro illustra il piano che prevede uno stanziamento di 30 miliardi di euro tra Pnrr, rifinanziamento del fondo sanitario e fondi UE per la povertà sanitaria nel Mezzogiorno.
Una riforma “che dovremo approvare entro il 30 giugno e che rappresenta la scadenza più importante dei prossimi mesi”.
Una strategia che punta a sanare le difficoltà del sistema sanitario italiano, che “non nascono con il Covid, ma da una troppo lunga stagione di tagli che lo ha preceduto”.
La pandemia “ha reso evidenti almeno tre limiti della nostra sanità: il ritardo nel sapersi adeguare ai bisogni di una popolazione che invecchiando ha fatto esplodere le malattie croniche, il deficit digitale e una crescita delle diseguaglianze nell’accesso ai Lea, i livelli essenziali di assistenza, che sono su valori non adeguati al Sud".

Su green pass e limitazioni, serve gradualità

Sulla pandemia e la lotta al Covid il ministro spiega che il coronavirus “non scompare premendo il tasto off come se stessimo spegnendo la luce”.
Proseguirà il monitoraggio di casi e ricoveri, “tutti in via di miglioramento”, “è chiaro che ci troviamo in una fase nuova, ma serve gradualità, non possiamo far saltare in un solo momento tutte le precauzioni che ci hanno consentito di lasciare aperto mentre altri in Europa entravano in lockdown”.

Verso i maxiambulatori entro il 2026

Speranza poi entra nel dettaglio del piano per la riforma della Sanità italiana e parte dalle Case di comunità.
“Luoghi fisici dove 24 ore su 24 e sette giorni su sette équipe multiprofessionali composte da medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti, infermieri di famiglia e di comunità potranno rispondere a tutti i bisogni di assistenza che non siano quelli legati all’emergenza e alla fase acuta della malattia, compresa la possibilità di eseguire esami diagnostici di primo livello”.
Ne sono previste 1.350, uno ogni 40-50mila abitanti entro il 2026 a cui “si affiancheranno le altre Case della salute spoke, quelle dove medici di famiglia e infermieri garantiranno assistenza e prenotazioni ad altri servizi tramite il Cup regionale, 12 ore al giorno e sei giorni su sette”.
E poi si punterà sull’assistenza domiciliare al 10% per gli ultrasessantacinquenni e sulla telemedicina.
La rete sarà completata dagli ospedali di comunità: “Ne realizzeremo 400 entro il primo semestre del 2026 e saranno fondamentali per assistere quei pazienti che non hanno più bisogno dell’ospedale ma che necessitano comunque di brevi degenze per stabilizzare la propria condizione clinica”.

Una manovra che serve anche a ridurre la povertà sanitaria, “diffusa soprattutto al Sud. Una condizione nella quale si trovano 4 milioni e 300mila italiani e che consiste nell’impossibilità di accedere a prestazioni sanitarie anche essenziali, a farmaci e dispositivi medici a pagamento”.

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