“Il patto della Barchetta”, Conte rivuole Di Battista nel M5S

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Alessandro Di Battista - Sputnik Italia, 1920, 23.02.2022
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Una cena in cui si è parlato di politica dopo lo spettacolo di Travaglio. L’asse con il Pd potrebbe essere in bilico, ma lo staff dell’ex premier smentisce.
Sulla stampa è stato già ribattezzato “il patto della Barchetta”, dal nome del ristorante, la Barchetta appunto, vicino a Castel Sant’Angelo, nel centro di Roma, dove Giuseppe Conte, Alessandro Di Battista e Marco Travaglio, “insieme ad altri 4-5 esponenti del Movimento”, hanno cenato dopo lo spettacolo del direttore del Fatto sul “Conticidio”, scrive Repubblica.
Uno degli argomenti al centro della cena sarebbe stato prettamente politico. L’ex premier vorrebbe reingaggiare Dibba, che, però, si mantiene distante, perché non intende rientrare nel M5S se alleato con il Pd.
Per questo, il timore è che Conte possa decidere di sciogliere il patto con i Dem e puntare alle elezioni da solo.
“Di questa cena, nelle chat del Movimento, si discute da giorni. C’è chi dice: Giuseppe non ha ancora deciso, proverà a tenere insieme la coalizione col Pd. Altri la pensano all’opposto: è pronto a sganciarsi, per rifondare il 5 Stelle, in chiave movimentista”.
Questo il retroscena proposto da Repubblica, che spiega che dallo staff di Conte si cerca di sgonfiare la portata della cena: “La Barchetta? Solo un dopo cena. L’incontro con Di Battista? Casuale, c’erano anche altre persone. Si è parlato di politica, ma ‘solo qualche battuta’”.

Di Battista attacca il Pd

Uno degli elementi che fanno spostare la bilancia verso una rottura tra M5S e Pd è l’attacco riservato da Di Battista in un suo post sull’Ucraina a Enrico Letta.
Il Pd viene criticato ampiamente e si ricorda che “è un partito che ha avallato tutte le guerre di invasione mascherate da missione di pace. Guerre sporche ma narrate come fossero umanitarie”.
Inoltre, in un editoriale pubblicato dal Fatto, firmato da Travaglio, si contesta l’idea del “campo largo” pensato da Letta: il titolo è Non c’è campo e si ragione su come il Movimento, come Fratelli d’Italia, “guadagna voti quando è solo contro tutti e li perde quando si avvicina troppo agli altri”.
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