Ucraina, Draghi: "Ferma condanna alla Russia"

© Foto : FILIPPO ATTILI / Palazzo ChigiConferenza stampa del Presidente Draghi
Conferenza stampa del Presidente Draghi - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2022
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Il presidente del Consiglio ha aperto il suo discorso alla cerimonia al Consiglio di Stato con un riferimento al riconoscimento russo delle repubbliche del Donbass.
"Voglio prima di tutto esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass". Lo ha detto presidente del Consiglio, Mario Draghi, in apertura del suo discorso alla cerimonia al Consiglio di Stato.

"Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell'Europa", ha sottolineato il premier, precisando che "la via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell'ambito dell'Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia".

Il riconoscimento russo del Donbass

Nella sola giornata di ieri, 21 febbraio, l'esercito ucraino ha violato il cessate il fuoco nei territori della Repubblica popolare di Lugansk per 65 volte, usando anche armi di un calibro proibito dagli accordi di Minsk, ha riferito l'ufficio di rappresentanza della Repubblica popolare di Lugansk presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento (JCCC).
Negli ultimi giorni la situazione nel Donbass è peggiorata: Kiev ha concentrato la maggior parte dell'esercito sulla linea di contatto e spara regolarmente contro le milizie, anche con l'uso di attrezzature proibite. A causa della minaccia dell'invasione dell'Ucraina nelle autoproclamate repubbliche, donne, bambini e anziani hanno iniziato a essere evacuati nelle regioni russe. È stata annunciata la mobilitazione generale.
Il conflitto nell'Ucraina orientale dura da otto anni, durante i quali, secondo le Nazioni Unite, più di 13.000 persone sono rimaste vittime e circa 44.000 altre sono rimaste ferite.
Ieri, in tarda serata, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l'indipendenza delle due Repubbliche. Ha anche disposto di garantire il mantenimento di pace nelle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk con l'assistenza delle forze armate della Federazione Russa.
Il ministero degli Esteri russo ha specificato che Mosca non ha intenzione di rompere i rapporti con Kiev. Il capo della diplomazia russa, Sergey Lavrov, ha dichiarato che la Russia garantisce la sicurezza della Repubblica popolare di Lugansk (LPR) e della Repubblica popolare di Donetsk (DPR), sottolineando che il regime ucraino ha calpestato gli accordi di Minsk.
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