Nubi di metallo e piogge di gemme liquide, esopianeta a 850 anni luce si svela alla scienza

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Si chiama WASP-121b ed è stato scoperto nel 2015, ma solo oggi gli scienziati hanno imparato a conoscerlo meglio, grazie ai dati raccolti con gli spettrografi del telescopio Hubble.
A quanto pare, il telescopio Hubble non ha ancora intenzione di andare in pensione e farsi sostituire dal più giovane e performante Webb. I dati raccolti nel 2018 e 2019 su questo esopianeta ‘gioviano’ sono stati preziosissimi per gli scienziati, che nello studio pubblicato ieri su Nature Astronomy, hanno potuto dedurre con dovizia di particolari l’incredibile atmosfera di questo mondo lontano.
Nubi di ferro, piogge di titanio con gocce di pietre preziose, venti impetuosi ed escursioni termiche impensabili sul nostro pianeta, WASP-121b ha tutto quello che solo il più fantasioso romanziere di fantascienza potrebbe immaginare.
Ma non è un mondo alla nostra portata di esplorazione diretta, si trova infatti a 850 anni luce da noi. Per rendere l’idea, una sonda come la New Horizons, la più veloce mai lanciata nello Spazio (80mila km/h grazie all’effetto fionda fly-by) per entrare nella sua orbita e poterlo osservare direttamente ci impiegherebbe un po’ più di 10milioni di anni.
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Per ora dobbiamo quindi accontentarci dei dati rilevati dagli spettrometri di Hubble e dalle complicate analisi degli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT), i quali ci presentano un mondo completamente ‘esotico’ e fantastico, anche se, certamente nient'affatto abitabile.
Wasp-121b è classificato come un ‘gioviano caldo’, nel senso che ha caratteristiche e un diametro paragonabile a quello di Giove, anche se in realtà è grande poco meno del doppio. Altra caratteristica che salta all’occhio è che orbita vicinissimo alla sua stella, Wasp-121 ovviamente. La prima conseguenza è che un anno su questo pianeta dura appena 30 ore, la seconda è che tale vicinanza lo rende estremamente caldo.
Tuttavia, siccome è bloccato dalle maree, non ruota su sé stesso e rivolge alla sua stella sempre la stessa faccia (rotazione sincrona), con grandissima escursione termica tra il lato illuminato, tra i 2.500-3.000 gradi, e il lato oscuro, con temperature circa della metà più basse.
Dalle osservazioni spettrali, che hanno individuato righe d’acqua nell’atmosfera del pianeta, gli scienziati sono arrivati a fare tutta una serie di deduzioni sugli esotici fenomeni atmosferici che dovrebbero aver luogo in quel mondo lontano a quelle temperature e pressioni.
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Sebbene la presenza di vapore acqueo sull'esopianeta fosse nota attraverso osservazioni precedenti, il nuovo studio ha rivelato i modelli attraverso i quali l'acqua circola tra i suoi lati giorno e notte.
Gli atomi di idrogeno e ossigeno, che costituiscono l'acqua, vengono scomposti sul lato 'chiaro' dell'esopianeta, a causa delle alte temperature, dopodiché fluttuano nel suo lato oscuro, relativamente più freddo, dove si ricombinano di nuovo, formando un ciclo sostenuto da venti che soffiano a velocità fino a 5 chilometri al secondo, cioè circa 18mila chilometri all’ora.
Secondo gli studiosi, il lato oscuro del pianeta sarebbe abbastanza ‘freddo’ da ospitare esotiche nuvole di ferro e corindone, un costituente di pietre preziose come rubini e zaffiri. Gli scienziati affermano che queste nubi di metallo potrebbero anche viaggiare verso il lato chiaro, dove sarebbero destinate a essere vaporizzate a causa delle alte temperature e quindi a produrre piogge fatte di gemme liquide.
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