Johnson su Finale Champions League 2022: "impensabile far disputare grandi gare di calcio in Russia"

Boris Johnson - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2022
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Il primo ministro britannico Boris Johnson, commentando la finale di Champions League prevista quest'anno a San Pietroburgo, ha affermato che vede "impensabile" organizzare grandi competizioni di calcio in Russia.

"Per quanto riguarda eventi sportivi, come avevo detto prima, è impensabile che una grande competizione calcistica si svolga in Russia dopo l'invasione di un paese sovrano", ha detto Johnson nel Parlamento britannico, rispondendo a una domanda se la finale di Champions League dovrebbe essere spostata da San Pietroburgo in un'altra città.

Oggi pomeriggio l'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA) ha annunciato che al momento non sta valutando la possibilità di spostare la finale di Champions League da San Pietroburgo a causa della situazione con il riconoscimento della sovranità di DNR e LNR. La partita è in programma per il 28 maggio a San Pietroburgo.
Inizialmente San Pietroburgo avrebbe dovuto ospitare la finale di Champions League nella stagione 2020/21, ma è stata rinviata a causa della pandemia di coronavirus. L'ultima volta che la Russia ha ospitato la finale della gara è stata nel 2008, con la partita Manchester United - Chelsea allo stadio Luzhniki di Mosca.

La situazione in Donbass

Negli ultimi giorni, la situazione nel Donbass si è inasprita bruscamente, le repubbliche autoproclamate di DNR e LNR riportano molti bombardamenti da parte delle forze di sicurezza ucraine.
Le autorità delle repubbliche di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR) hanno annunciato l'evacuazione temporanea dei cittadini nella regione russa di Rostov, alla luce della minaccia dell'offensiva delle forze ucraine. L'evacuazione interessa principalmente donne, bambini e anziani. Come affermato dal capo della DPR Denis Pushilin, il presidente dell'Ucraina Vladimir Zelensky ordinerà presto ai militari di lanciare un'offensiva nel Donbass, per attuare un piano per invadere DPR e LPR. Lo scorso 19 febbraio, i vertici di DPR e LPR hanno firmato i decreti sulla mobilitazione generale.
Il presidente russo Vladimir Putin, lunedì, dopo una riunione straordinaria generale del Consiglio di sicurezza, si è rivolto ai cittadini della Federazione Russa e ha dichiarato di ritenere necessario prendere una decisione per riconoscere immediatamente la sovranità della LPR e della DPR, poiché coloro che hanno intrapreso la strada dello spargimento di sangue, della violenza e dell'illegalità non hanno riconosciuto e non riconoscono nessun'altra soluzione del conflitto nel Donbass, se non quella militare. Subito dopo l'appello, il presidente ha firmato al Cremlino i decreti che riconoscono la LPR e la DPR.
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