Borrell: già "pronte" le sanzioni per la Russia, si va a colpire l'alta tecnologia

© AP Photo / Olivier HosletL'alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’UE, Josep Borrell
L'alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’UE, Josep Borrell - Sputnik Italia, 1920, 22.02.2022
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L'Alto rappresentante dell'UE per la Politica estera, Josep Borrell, ha dichiarato "già pronto" il pacchetto di sanzioni che nelle intenzioni dell'Unione Europea andrebbe a colpire in particolare il settore dell'alta tecnologia e dell'innovazione, comprese le tecnologie necessarie al 5G e all'ammodernamento delle infrastrutture della Russia.
Josep Borrell riferisce che sono già state predisposte le sanzioni da far scattare nei confronti della Federazione Russa dopo la decisione di riconoscere l'indipendenza delle due Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.
L'annuncio è stato dato a margine del Consiglio degli Affari esteri, durato oltre dieci ore.
I dettagli delle sanzioni, però, non sono ancora stati resi noti.
Il meccanismo che permette che le sanzioni vengano messe in atto passa dall'esame della Commissione e dell'Alto commissario, il quale propone il pacchetto in Consiglio. Sarà poi quest'ultimo, il Consiglio, a mettere l'ultima firma alle stesse.
La questione è delicata, come lo è la situazione attuale. Borrell, in merito alla questione ucraina, ha annunciato che "se la Russia attacca, convocherò un Consiglio straordinario e ne parleremo".
Nei giorni scorsi, intanto, Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea, aveva supportato l'idea delle sanzioni, dicendosi certa che sarebbero state introdotte "entro un paio di giorni".
Sul tavolo ci sono però diverse ipotesi, che vedono i 27 paesi dell'Unione in disaccordo.
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Nel frattempo Stati Uniti, Canada e Regno Unito sono uniti sulle misure da prendere, che andranno a colpire in particolare tutta la componentistica di alta tecnologia, con conseguenze sull'intero ammodernamento del Paese, dal settore aerospaziale alle comunicazioni, al 5G.
I Paesi baltici auspicano il blocco del Nord Stream 2, ma il settore energetico è un tema dolente per Bruxelles, dato che le sanzioni, in questo caso, andrebbero a colpire, di ritorno, più i paesi dell'UE che la Russia.
Ciò significa che i paesi dell'UE si vedrebbero al freddo, dovendo contrastare repentinamente una crisi di approvvigionamento, mentre i vari depositi di gas sparsi per l'Europa non sono sufficienti per il prossimo inverno e le infrastrutture per la tanto pubblicizzata energia pulita non sono certo pronte ad un simile cambio.
Sul gasodotto, poi, la Germania ha investito molto e il Paese non vede l'idea del blocco del Nord Stream 2 di buon occhio.
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Francia e Germania, difatti, parlano già di un "meccanismo di compensazione", per tamponare le perdite delle imprese coinvolt; compensazioni che si rifanno al meccanismo già messo in atto con la Brexit.
I paesi Baltici, intanto, sono per un'attuazione immediata delle sanzioni, senza sconti.
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