Putin presiede riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza russo

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Putin incontra il presidente francese Macron a Mosca - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2022
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Il presidente russo Vladimir Putin presiede al Cremlino una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.
Il presidente russo Vladimir Putin ha iniziato una riunione straordinaria e ampia del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa al Cremlino, il cui argomento è la situazione nel Donbass.

"Lo scopo del nostro incontro di oggi è ascoltare i nostri colleghi e determinare i nostri prossimi passi in questa direzione, intendo l'appello dei leader della Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Lugansk alla Russia con una richiesta di riconoscere la loro sovranità e la risoluzione della Duma di Stato della Federazione Russa sullo stesso argomento", ha detto Putin aprendo la riunione del Consiglio di sicurezza.

Il presidente russo ha sottolineato che la crisi nel Donbass ed il tema del riconoscimento delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk sono connesse al problema delle garanzie di sicurezza sollevato dalla Russia negli ultimi mesi e rimasto ignorato dai "partner occidentali", nella fattispecie riguardo all'allargamento ad est della NATO, ingoblando l'Ucraina.
"Abbiamo parlato fino alle 2 di ieri notte con il presidente francese Macron, che mi ha assicurato che nella posizione degli USA ci sono dei cambiamenti, ma alla domanda in che cosa consistono, non ha saputo rispondere"
Putin ha ripetuto che se l'Ucraina sarà ammessa alla NATO, le minacce alla Russia aumenteranno in maniera esponenziale e chiede al ministro degli esteri Sergey Lavrov ed all'inviato per i negoziati nell'ambito degli accordi di Minsk, Dmitry Kozak, di riferire le loro valutazioni sulla situazione nel Donbass.

Lavrov: il 24 in agenda incontro con Blinken

Dopo il presidente Putin è intervenuto il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, afferma che ci sono progressi nel dialogo sulla sicurezza con l'Occidente e il lavoro deve essere continuato ed ha detto che il suo incontro con Blinken è previsto per il 24 febbraio a Ginevra.

Kozak: "il negoziato Minsk è al punto zero"

Il rappresentante della Russia nel negoziato a quattro sulla realizzazione del protocollo di Minsk, non usa giri di parole nel descrivere il processo negoziale.
"Nè all'Ucraina, nè all'Occidente il Donbass non serve"
Kozak ha aggiunto che le autorità ucraine non hanno alcuna intenzione di rispettare il punto degli accordi di Minsk che prevede il riconoscimento di autonomie alle regione del Donbass, per paura che simili intenzioni affiorino anche in altre regioni.

Putin chiede a Kozak: L'Ucraina intende rispettare gli accordi di Minsk?

No, non lo faranno mai. Non vogliono reintegrare il Donbass nell'Ucraina"

Shoigu: "Fuoco ucraino è mirato"

Il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu ha spiegato che a Donetsk attualmente sotto il fuoco ucraino manca l'acqua e in due terzi della città non c'è gas.

"Ai confini delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk sono concentrati 59300 militari ucraini" - ha detto il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu.

Shoigu, commentando le parole di Zelensky che sul territorio dell'Ucraina potrebbero apparire armi nucleari tattiche, ha detto:
"L'Ucraina ha molte più capacità in termini di armi nucleari rispetto a Iran e Corea del Nord, durante l'era sovietica c'erano le condizioni per creare armi nucleari, ci sono specialisti e tecnologie"

Medvedev: "Nel Donbass ci sono 800mila cittadini russi"

Dmitry Medvedev, membro del Consiglio di Sicurezza russo sottolinea che l'Ucraina non ha bisogno del Donbass, che è usato come merce di scambio - e che l'attuale regime in Ucraina non ha bisogno dell'attuazione degli accordi di Minsk, poiché impedirà a Zelensky di essere rieletto.
Dmitry Medvedev ha dichiarato che il riconoscimento di DNR e LNR è l'unica via d'uscita per Mosca se la situazione si svilupperà secondo uno scenario negativo.
"Se verrà riconosciuto il Donbass la pressione sarà proibitiva, ma la Russia sa come contrastarla, dopo un po' la tensione si calmerà"

La Duma chiede di riconoscere le repubbliche di Donetsk e Lugansk

Il presidente della Duma di Stato russa Vyacheslav Volodin chiede al presidente russo Putin di esaminare la richiesta della Duma e riconoscere le repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk.
Il segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, Nikolay Patrushev, ha chiesto di appoggiare la richiesta della Duma di riconoscimento dell'indipendenza di DNR e LNR.

Mishustin: i rischi sono stati calcolati

Il premier russo Dmitry Mishustin nel suo intervento ha spiegato che i rischi di eventuali sanzioni dell'occidente, compreso il divieto all'accesso di tecnologie avanzate, sono stati calcolati.

"Se non ci saranno progressi, bisogna riconoscere DNR e LNR" ha detto il premier russo Mishustin

Lavrov: si al riconoscimento di DNR e LNR

Nel suo intervento conclusivo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha tracciato un parallelo tra la crisi in Donbass e quelle di Cipro Nord, Kosovo, Mali. Il caso del Donbass è l'unico in cui una delle due parti non parla con l'altra.
"Non possiamo guardare con indifferenza a come da 8 anni si prendono gioco dei nostri concittadini. Non ci sono altre vie, due o tre giorni non cambiano nulla"

Si anche da Shoigu

Il ministro della Difesa russo ha espresso la sua posizione favorevole al riconoscimento delle Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk.
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