Napoli, scoperti gli "altarini" della camorra: 11 edicole votive sotto sequestro

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Carabinieri - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2022
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Erano riconducibili ad esponenti del cartello camorristico "Sistema" e servivano alle celebrazioni di figure criminali.
In un'operazione congiunta i carabinieri del comando provinciale di Napoli, con i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale e la Polizia municipale di Napoli, mettono i sigilli agli "altarini" della camorra.
Sono 11 le edicole votive finite sotto sequestro in quanto riconducibili ad esponenti di spicco del cartello "Alleanza di Secondigliano" o "Sistema", nei quartieri di Vasto-Arenaccia e San Carlo Arena.
I manufatti, realizzati in epoche diverse, servono alle famiglie malavitose per celebrare le figure criminali. La loro collocazione sul suolo pubblico è avvenuta in maniera abusiva, in alcuni casi con danneggiamento di beni di importanza artistica e archeologica. E' il caso dell'edicola votiva allestita su una colonna portante del tratto di acquedotto romano ai "ponti rossi" del quartiere San Carlo Arena.
Le indagini sono state avviate in seguito al sequestro di tre statue sacre del '600 rinvenute nella pratica disponibilità delle famiglie mafiose Mallardo-Bosti-Contini. Precedentemente erano collocate nella chiesa dismessa "Santissima Maria del Rosario" di via San Giovanni e Paolo.
Grazie al lavoro degli inquirenti sono emersi i nomi eccellenti a cui sono riconducibili gli 11 altarini sequestrati. Si tratta di esponenti dell'Alleanza di Secondigliano, come Pietro Licciardi, figlio di Gennaro, detto "à scigna" fondatore dell'omonimo clan, il boss Patrizio Bosti e la famiglia Aieta.
Le edicole sono state affidate al comune di Napoli.
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