Favignana, cittadini in piazza contro il radar militare: “Vogliamo salute, ambiente e pace”

Favignana, cittadini in piazza contro il radar militare
Favignana, cittadini in piazza contro il radar militare - Sputnik Italia, 1920, 21.02.2022
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La Marina militare ha pianificato l’installazione di un radar senza alcuna comunicazione alle autorità locali. I residenti chiedono il blocco dei lavori fino ad una valutazione indipendente dell’impatto su salute e ambiente.
Domenica 20 febbraio i cittadini di Favignana sono scesi in piazza per avere chiarezza e rassicurazioni sull’installazione di un sistema radar trasportabile che integrerà la Rete Radar Costiera (RCC) della Marina Militare.
Si tratta di due antenne collocate ai lati estremi della Sicilia, una a Portopalo di Capopassero (Siracusa) e l’altra controllerà lo specchio d’acqua dell’arcipelago delle Egadi, la più grande area marina protetta d’Europa. Le forniture verranno realizzate dalla Gem Elettronica, società marchigiana controllata per il 30% da Leonardo, per un valore di circa 2,2 miliardi di euro.
Nessuno dei due Comuni è stato avvisato del piano della Marina militare di ampliare i sistemi radar già esistenti, né sono state presentate valutazioni dell’impatto su salute e ambiente. Sono stati alcuni pescatori di Portopalo ad accorgersi dei lavori in corso ed avvertire le autorità locali. Inutilmente i sindaci hanno chiesto delucidazioni al Ministero della Difesa e dell’Interno, relativamente all’impatto ambientale e sulla salute dell’ampliamento dei sistemi radar già esistenti nei siti.
La popolazione delle Egadi sono preoccupati e chiedono di bloccare l’iter dei lavori fino a quando non si avrà una valutazione indipendente dell’impatto del radar militare sulla salute e sull’ambiente. Sputnik Italia ha intervistato Diego Gandolfo, attivista del comitato civico che ha promosso il sit in, per fare il punto sulla situazione.
Perché avete convocato il sit-in questa domenica?
Il Comitato civico spontaneo per la verità sul radar di Favignana, di cui io sono solo un membro come tanti, è nato dal basso, senza schieramenti, trasversale e senza colori politici di alcun tipo. Un gruppo di cittadini ha deciso autonomamente di scendere in piazza per chiedere spiegazioni, avere chiare informazioni, non facendosi bastare le generiche rassicurazioni fornite e vecchi comunicati stampa della Marina Militare.
Quali sono le parole d’ordine della mobilitazione?
Salute, ambiente, pace. Vogliamo essere una meta turistica, non un obiettivo militare.
Quale è stata l’adesione?
Adesione numerosa, c’erano associazioni, cittadini e anche gli amministratori locali, per comunicare alla comunità la posizione netta del Comune e spiegare i prossimi passi.
Con questi venti di guerra che impatto potrebbe avere una ulteriore militarizzazione sull’isola?
La comunità non vuole diventare una base militare che contribuisce a fare la guerra, fatta per interessi lontani anni luce dalle esigenze del territorio
C’è preoccupazione tra la popolazione per l’ampliamento dell’impianto?
La comunità è preoccupata perché non ha elementi per capire l'impatto sulla salute che il radar potrebbe avere. E' necessario fugare ogni dubbio ed escludere il radar come causa di alcune malattie che si sono verificate sull'isola.
Che rassicurazioni vi ha dato la marina militare?
Ad oggi nessuna. In oltre due settimane di mobilitazione dal basso, di richieste di informazioni, di preoccupazioni da parte degli isolani, non è arrivato un solo dato scientifico che ci rassicura. Non una dichiarazione pubblica della Marina Militare. La cosa è preoccupante
Le autorità locali hanno affermato di aver appreso degli imminenti lavori attraverso la stampa. Come valutate il silenzio delle istituzioni?
Le istituzioni locali stanno facendo tutto il possibile per capire cosa sta succedendo. Il Parlamento UE e la camera dei Deputati hanno interrogato commissione europea e Governo. Ecco, avremmo gradito un intervento del Governo, con dati alla mano. Invece, ad oggi, nulla.
I lavori di installazione sembrano essere oltre che imminenti, anche inevitabili, come proseguirete la vostra mobilitazione?
La comunità delle Isole Egadi ha dimostrato di esserci, e continuerà a seguire da vicino la questione. La mobilitazione si fermerà solo in presenza di dati concreti a garanzia del rispetto del diritto alla salute, la tutela dell’ambiente.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione
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