Italia è curling mania: proviamo lo sport del momento

© Sputnik . Evgeny UtkinDopo l’oro olimpico nel doppio misto di curling sono aumentate le iscrizioni a questo sport
Dopo l’oro olimpico nel doppio misto di curling sono aumentate le iscrizioni a questo sport - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2022
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Dopo l’oro olimpico nel doppio misto di curling sono aumentate le iscrizioni a questo sport.
Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno fatto un miracolo a Pechino. Non solo hanno vinto l’oro nel doppio misto di curling, ma hanno anche fatto una serie di 11 vittorie su 11.
Una cosa mai successa. Hanno fatto una magia simile alla squadra islandese nel calcio, che ha conquistato i quarti dell’Europeo, ma forse ancora di più.
Gli iscritti al curling in Italia sono solo poco più di 300, ma Stefania e Amos hanno vinto l’oro olimpico.
Nel 2013 è uscito film di Claudio Amendola, “La mossa del pinguino”, da quale la maggior parte degli italiani ha saputo dell’esistenza di questo sport. Divertentissimo, ma forse con una immagine un po’ distorta: che chiunque senza una preparazione fisica e tattica può provare a partecipare alle Olimpiadi.
Infatti, agli eroi del film non è andato così: hanno perso la gara, infrangendo il sogno delle Olimpiadi.
Invece il duo Constantini – Mosaner sicuramente ha stimolato tanti a incuriosirsi a questo sport, e forse tra questi potrebbero esserci i partecipanti alle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina.
Mi sono incuriosito anche io, e ho trovato, per fortuna, uno dei pochi club in Italia, a Milano, lo Jass Curling Club, guidato dal Presidente Valentino Masotti e dalla sua vice Donatella Bennigartner. Si incontrano una volta alla settimana sulla pista usata anche per il pattinaggio, sulla quale sono disegnati i campi di curling. Ci sono tanti nuovi curiosi, ma anche un nucleo duro di curlinisti che frequentano da anni, alcuni da più di 10.
Iaia Buitta racconta che anni fa ha provato a fare tutti gli sport gratuiti che offriva Milano, tra i quali anche molto strani, come la spada laser (come in Star Wars), finche non è arrivata al curling, che l’ha incuriosita e l’ha scelto come sport. Perché qui oltre alla forza fisica e alla concentrazione c’è anche la strategia.
ll Presidente dello Jass CC Valentino Masotti mostra le stones e spiega che questo blocco di granito estratto fondamentalmente sull’isola di Ailsa Craig in Scozia, pesa 19,1 chili e viene accuratamente lucidata con l’esclusione della fascia esterna che rimane grezza per meglio assorbire gli urti.
E anche la scopa non è quella che si usa per lavare i pavimenti: è composta con materiali compositi e fibra di vetro.
Le scope vengono utilizzate per spazzare la superficie del ghiaccio sul percorso della pietra, provocando un lieve scioglimento del ghiaccio con la formazione di un leggero velo di acqua che influenza la corsa della stone aumentando la lunghezza.
A sorpresa, scopro che si può solo aumentare, non accorciare la corsa della stone lanciata.
Chiediamo a Donatella Bennigartner, che cosa è il curling per lei, se ha giocato con i campioni olimpici e se si aspetta un boom di prenotazioni dopo l’Oro olimpico.
— Come hai iniziato a giocare a curling e da quanto tempo? Come era anni fa?
— Ho cominciato nel 2008 quindi sono quasi 14 anni che sono al Jass Curling Club. Già 12 anni fa c'erano abbastanza persone, però diciamo che eravamo abbastanza chiusi in noi stessi; non si facevano campionati, si facevano pochi tornei in giro. Adesso ci muoviamo molto di più: andiamo spesso all'estero. Io vado a fare dei campus in Repubblica Ceca e Polonia, ci diamo tutti parecchio da fare per aumentare le nostre conoscenze.
— Quanti campi ci sono in Italia?
— In Italia, oltre a Milano c'è Pinerolo, Torino, Cembra, poi c'è Madesimo occasionalmente, Varese che al momento non ha il ghiaccio per rifacimento del palazzetto, Bormio con un impianto bellissimo. Ci sono un po’ di impianti, però diciamo che una città grande come Milano avrebbe bisogno di un palazzetto dedicato.
— Quindi adesso dopo la vincita dei due ragazzi nel mix tu ti aspetti sicuramente un boom di prenotazioni?
— Un boom di prenotazioni c’è stato perché siamo in procinto di formare cento nuovi corsisti. Poi bisogna vedere chi è soltanto curioso e si fermerà e chi vorrà veramente intraprendere la strada del curling come sport in qualità di atleta. Però ripeto, senza uno spazio dedicato solo al curling, diventa tutto più difficile. Io spero che la vittoria dei nostri atleti porti dell'attenzione anche su questa problematica.
— Il curling è uno sport che si può praticare a qualsiasi età, dai 5 ai 99 anni?
— Esattamente. Si può fare a qualsiasi età. E’ chiaro che se uno vuole coltivare un sogno olimpico deve cominciare quantomeno da molto giovane, però per divertirsi non ci sono problemi di età, non ci sono limiti.
— Tu hai conosciuto questi ragazzi campioni?
— Sì, una volta ho anche giocato una partita di double mix contro Amos. Ovviamente ce ne ha date tantissime, abbiamo perso malamente però sono stata comunque onorata di scendere sul suo stesso ghiaccio. Chiaramente i ragazzi della nazionale li conosciamo un po’ tutti perché non è un ambiente molto vasto. Abbiamo 330 tesserati e quindi è molto facile conoscersi.
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— Però solo nel double mix è andato bene. Perché negli altri no?
— Secondo me i ragazzi della nazionale hanno subito un po’ il peso di quest'oro che è arrivato alzando tanto clamore, e si sono sentiti in dovere di “dover fare”. E questo fatto potrebbe averli messi un po’ in difficoltà psicologica. E poi purtroppo è sempre così: le partite si vincono e si perdono, non si possono fare previsioni troppo esatte.
— Stefania e Amos hanno fatto un miracolo vincendo 11 su 11 partite. Non so se nelle precedenti Olimpiadi qualcuno ha riportato un simile risultato.
— No, non penso che sia mai successo, e speravo molto che vincessero. Pensavo che avessero delle chance, ma quello che mi ha letteralmente stupita è stata la perentorietà con la quale hanno conquistato questo oro.
— Secondo te che cosa è più importante per il curling: la forza fisica, psicologica, tattica quindi il cervello?
— Serve tutto ovviamente, perché senza forza fisica non puoi pensare di affrontare una partita di tre ore, senza tattiche, senza intelligenza non puoi pensare di costruire un gioco vincente. Secondo me la cosa davvero importante è un equilibrio interiore, che si riflette nella scivolata che è il simbolo proprio dell'equilibrio. E questo senso della misura in tutto e la precisione, è la chiave del gioco, e la ripetizione di un gesto finché questa ripetizione diventa perfetta.
— Secondo te che cosa ha portato più interesse per il curling: il film “la mossa del pinguino” o l’oro nelle Olimpiadi?
— Come riscontro nostro, sicuramente l'oro olimpico, perché nessun è venuto ad iscriversi per un film che con il curling, onestamente, non c'entra proprio nulla. E quindi è normale che non ci ha portato iscritti. Anzi il film è stato abbastanza una presa in giro, perché vuole quasi dire che se vuoi coltivare il tuo sogno, puoi farlo con uno spazzolone da pavimenti. E il curling è proprio un'altra cosa, totalmente diversa.
— Quindi anche giocare a bocce non aiuta?
— Nel curling non c'è la stessa tattica. Ce n’è molta di più, le bocce sono molto più lineari, però avere l’idea della direzione, della forza di un tiro, un aiuto secondo me può darlo. Quindi se proprio non si può giocare a curling, anche per cominciare le bocce sono un buon viatico.
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Lo Jass Curling Club a Milano

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— Spero che alle prossime Olimpiadi invernali, il curling si farà a Milano.
— Purtroppo, sembra che siano state assegnate a Cortina nonostante Milano, col suo bacino di utenza, sarebbe stato un ottimo posto per fare il nuovo palazzetto delle Olimpiadi. Evidentemente le scelte sono state dettate da altri fattori che esulano dalle mie competenze e dalla mia comprensione; quindi, andremo a Cortina a vedere il curling e magari a vincere almeno una medaglia d’oro.
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