Borrell fredda Kiev: dalla UE nessuno Stato membro ha ricevuto così tanti soldi come l'Ucraina

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Bandiere UE e Ucraina  - Sputnik Italia, 1920, 20.02.2022
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Il capo della diplomazia europea Josep Borrell ha dichiarato che Bruxelles ha stanziato per Kiev dal 2014, anno del colpo di Stato, oltre 17 miliardi di euro.
L'Unione Europea ha speso più di 17 miliardi di euro per l'Ucraina dal 2014, più di quanto stanziato che per qualsiasi altro Paese, ha affermato Josep Borrell, capo della diplomazia europea alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
"Coordiniamo le nostre azioni con l'Ucraina in misura maggiore che con qualsiasi altro Paese. Abbiamo sostenuto finanziariamente il Paese. 17 miliardi di euro sono una bella cifra", ha affermato l'alto rappresentante della Ue.
Secondo lui, Bruxelles continua a insistere sulle riforme in Ucraina. Borrell ha aggiunto che non c'è Paese in cui l'Unione Europea "spenderebbe più soldi".

Il conflitto nel Donbass

Il conflitto in Donbass tra il governo ucraino e le autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk (DPR e LPR) è in corso dall'aprile 2014. Le ostilità sono iniziate dopo che la DPR e la LPR hanno dichiarato l'indipendenza, a seguito del colpo di stato a Kiev nel febbraio del 2014.
Gli accordi di pace di Minsk, volti a trovare una soluzione politica al conflitto, sono stati negoziati dai leader di Francia, Germania, Russia e Ucraina, il così detto Formato Normandia, nel febbraio del 2015.
Tuttavia, gli accordi finora non sono stati rispettati. Mosca ha ripetutamente affermato che Kiev non sta rispettando gli accordi di Minsk e sta ritardando i negoziati per risolvere il conflitto.
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Cremlino: Kiev non vuole colloqui di pace con rappresentanti del Donbass
Il ministero degli Esteri russo aveva precedentemente notato che Kiev aveva inviato metà dell'intero contingente delle forze armate ucraine nel Donbass, esprimendo anche preoccupazione verso i paesi occidentali, che continuano a fornire supporto militare al governo ucraino.
Questa settimana la situazione sulla linea di contatto nel Donbass è gravemente peggiorata: Kiev sta ignorando tutti gli accordi raggiunti in precedenza e bombarda regolarmente le posizione degli autonomisti russofoni, anche utilizzando armi vietate dagli accordi di Minsk. Per questo motivo, le autorità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno iniziato l'evacuazione dei civili in Russia.
Ciò si svolge sullo sfondo delle continue accuse da parte dei media e leader occidentali "sull'imminente invasione" russa dell'Ucraina, affermazioni che Mosca respinge come infondate e assurde. Il Cremlino sottolinea che queste accuse vengono utilizzate come pretesto per giustificare la crescente presenza militare della NATO vicino ai confini della Russia.
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