Superbonus, le imprese dovranno applicare i contratti nazionali dell’edilizia agli operai

© Foto : Marco Minna - © Agenzia NovaRoma, un cantiere della Metro C
Roma, un cantiere della Metro C - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2022
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Il governo dopo che miliardi di euro sono scappati “dalla stalla” ora aggiunge più di un sistema di verifica ai fondi che usciranno per il Superbonus 110% e per gli altri bonus edilizi.
Non solo ha previsto che il credito d’imposta potrà essere ceduta per un massimo di tre volte e solo tra intermediari finanziari e bancari monitorati dalla Banca d’Italia, ma anche le imprese edili dovranno essere a norma con i contratti dei lavoratori.
Significa che non saranno riconosciuti gli sgravi fiscali se le imprese risulteranno non in regola con i contratti collettivi dei lavoratori del settore dell’edilizia.
Un onere di controllo che l’Agenzia delle Entrate affiderà all’Ispettorato nazionale del lavoro, ma è anche vero che i cittadini o i condomini che chiederanno a una determinata impresa di occuparsi dei lavori di ristrutturazione, gli dovranno chiedere se rispettano tale normativa. In caso contrario, in caso di verifica da parte dell’Ispettorato tutti si bloccherebbe con conseguenti danni economici anche per loro.
Sono salvi quei lavori che sono già stati avviati alla data di entrata in vigore del decreto, ma gli altri dovranno esserlo.
Va ricordato, inoltre, che i tecnici che si occupano della asseverazione se dichiarano il falso rischiano la galera. Sarà un altro punto dolente dell’iter di verifica dei requisiti per accedere al Superbonus o agli altri bonus dedicati all’edilizia: nessun tecnico si prenderà la responsabilità di dichiarare il falso in presenza di piccoli abusivismi edilizi, o di altre mancanze.
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