Nuovo allarme energetico, scarseggia il diesel sul mercato globale

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaPompa di benzina
Pompa di benzina - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2022
Seguici suTelegram
Approfondimento
Il mercato globale è interessato da una nuova carenza. Dopo quelle di microchip (specialmente nell'industria automobilistica), di carbone, gas naturale ed elettricità (a livello locale e globale), di fertilizzanti e alimentari, l'Occidente si trova di fronte a una carenza globale di diesel, con la riduzione delle forniture sul mercato mondiale.
Questo, tra l'altro, coincide con l'inizio del lavoro nei campi in primavera, il che può aggravare l'effetto generale delle carenze e innescare un aumento del costo dei fertilizzanti.
Secondo i dati della società di consulenza olandese Insights Global, le scorte di gasolio e di olio combustibile in deposito nell'area europea di raffinazione e stoccaggio Amsterdam-Rotterdam-Anversa (ARA), sono scese del 2,5% solo la settimana scorsa. Hanno toccato il livello più basso della stagione dal 2008. E sebbene sia l’Europa l’area in cui il deficit comincia ad essere più evidente, non si tratta di un fenomeno di portata regionale. Infatti, anche a Singapore le riserve di distillati medi sono scese al livello minimo di 8,21 milioni di barili. Vale anche la pena di ricordare che la Cina ha limitato drasticamente le esportazioni di prodotti petroliferi, tra cui il diesel, già nella prima decade di gennaio, il che non poteva non influire su tutto il mercato del sud-est asiatico.
reuters ha stimato che i prezzi del diesel nell'Europa nord-occidentale hanno raggiunto 114 dollari al barile la scorsa settimana, il valore più alto dal settembre 2014. Allo stesso tempo il differenziale di prezzo rispetto al greggio ha raggiunto il valore massimo degli ultimi 2 anni. Inoltre, in Asia anche i prezzi del diesel hanno raggiunto il massimo dal settembre 2014.
In termini di vendite al dettaglio, la situazione oggi si presenta come segue. Un litro di gasolio costa 50-70 centesimi di euro a Mosca, 60-70 a Minsk, 1-1,20 euro rubli a Kiev (ma di qualità inferiore), 1,10-1,20 a Seul e 1,60-1,70 a Berlino.
La vista su Terra dalla luna - Sputnik Italia, 1920, 25.05.2018
La NASA costruirà una raffineria di combustibile per missili sulla Luna
Inoltre, le stime relative alle forniture di gasolio provenienti a febbraio da altre regioni e dirette verso l’Europa sono state riviste al ribasso: da 1,83 milioni di tonnellate a 1,66 milioni di tonnellate, ossia 2,7 volte inferiore a gennaio. "Stiamo registrando livelli minimi di esportazioni di diesel dalla Costa del Golfo verso gli Stati Uniti e zero capacità di stoccaggio su navi pulite", riferisce a Reuters un broker statunitense.
Si consideri inoltre che la maggior parte degli analisti si aspetta ancora che il petrolio salga ulteriormente: prima a 100 dollari al barile, come già menzionato, e poi probabilmente ancora più in alto. Il che, di fronte alla scarsità dell'offerta, non farà che aumentare ulteriormente i prezzi del diesel.
Ma dopo aver descritto il problema, Reuters ha scelto di non addentrarsi a comprenderne le cause. Le ragioni del fenomeno non sono di certo comparse all’improvviso, ma sono in gran parte dovute all’attività umana.
Per cominciare, all'alba della rivoluzione dello scisto gli esperti avevano avvertito che un sempre maggiore ri-orientamento dell'industria della raffinazione del petrolio verso l'olio di scisto molto leggero avrebbe inevitabilmente portato a una minore offerta di diesel e di olio combustibile sul mercato. I prodotti petroliferi pesanti non sono semplicemente fatti con il petrolio di scisto. E poi sono arrivate le sanzioni degli Stati Uniti contro i produttori di petrolio pesante in Venezuela e in Iran. La produzione di olio pesante in entrambi i Paesi è diminuita e così anche l'offerta sul mercato mondiale. Questa è in parte la ragione del costante aumento degli acquisti di diesel russo da parte degli Stati Uniti.
Un'altra ragione è l’impegno generalizzato all’energia pulita, che ha portato ad un crollo degli investimenti in esplorazione e sviluppo degli idrocarburi. Nel 2020 la situazione è stata aggravata da un forte calo dei prezzi di questa risorsa. È difficile fornire una cifra esatta del mancato investimento, ma è in ogni caso stimato in diverse migliaia di miliardi di dollari. Sarebbe difficile correggere rapidamente la situazione, anche in condizioni favorevoli. E nel perseguire la piena decarbonizzazione, è probabile che si continui a investire sempre meno nel settore.
Un automobilista fa benzina al self service - Sputnik Italia, 1920, 25.01.2022
Nuova stangata sul pieno degli italiani: il costo della benzina vola a 1,778 euro
E a proposito, non si tratta solo di problemi d'esplorazione, sviluppo e produzione del petrolio: infatti, l'anno scorso, per la prima volta in decenni, la capacità di raffinazione del mondo si è ridotta.
Nell'ambito del rilancio dell’energia pulita ci si è resi conto delle conseguenze legate all’abbandono della raffinazione del petrolio pesante ed è stata introdotta la politica di decarbonizzazione. Così l'Occidente ha operato un giro di vite sull’impiego dei motori a combustione interna (e i motori diesel in particolare), promuovendo invece l’adozione dei veicoli elettrici. Ma nessun cambiamento radicale in questa direzione è stato ancora raggiunto. Tanto più che questa tendenza ha colpito prima di tutto il trasporto passeggeri e quello pubblico, ma non quello marittimo, cargo, agricolo, speciale e così via. E le attuali fluttuazioni del prezzo dell'energia elettrica non fanno che alimentare i dubbi sulla transizione imposta da motori a combustione interna a motori elettrici.
Infine, c’è un’altra ragione alla base di questa carenza ed è legata alla tecnologia di produzione. L'aumento della quota del diesel a livello produttivo è legato da un punto di vista tecnologico all’aumento della produzione di carburante per l’aviazione. Ma il mercato degli spostamenti aerei non si è ancora ripreso dopo la pandemia. E per le raffinerie oggi non è ancora vantaggioso aumentare i volumi di produzione del carburante destinato all’aviazione.
In cima a tutte queste ragioni c’è l’ingente immissione sul mercato di nuovo denaro da parte della Fed, che in linea teoria spinge in alto la curva dell’inflazione globale.
Negli Stati Uniti di recente è stato registrato il tasso d'inflazione più alto degli ultimi 40 anni (7,5% su base annua), anche se in realtà sembra essere un drammatico understatement. Ma soprattutto, si noti che questa inflazione viene esportata dall'America in tutto il mondo.
benzina - Sputnik Italia, 1920, 28.10.2021
Caro benzina e diesel, prezzi carburante salgono ancora mentre il prezzo del petrolio scende
Dunque, la questione non si limita alla carenza di diesel. Jeff Curry, direttore di ricerca sulle materie prime alla Goldman Sachs, ha dichiarato in TV pochi giorni fa di non aver mai visto i mercati delle materie prime mettere in difficoltà come ora. Il prezzo dei contratti a breve è maggiore di quello dei futures a lungo proprio a causa della scarsità dell'offerta. In una situazione normale dovrebbe verificarsi il contrario. "Lo faccio da 30 anni e non ho mai visto mercati come questo", sostiene Curry. “Abbiamo finito tutto, che si tratti di petrolio, gas, carbone, rame, alluminio. Qualunque materia prima l’abbiamo esaurita".
Forse la Russia non dovrebbe rallegrarsi per le spedizioni record di diesel verso il mercato statunitense, ma dovrebbe comportarsi con il diesel (e non solo esso, ma con tutte le materie prime che scarseggiano sul mercato globale) allo stesso modo in cui fece con i fertilizzanti alla fine dello scorso anno, ossia limitando le esportazioni per evitare carenze e mantenere i prezzi a un livello accettabile sul mercato interno.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала