La beffa delle multe ai no-vax: ecco perché non possono partire

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Vaccinazione con Sputnik Light in Russia - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2022
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Scambio di accuse tra ministero della Salute e Garante della Privacy sull'accesso alle liste dei nominativi degli ultracinquantenni non vaccinati necessari a far partire le multe. Così le sanzioni potrebbero arrivare non prima di qualche mese.
Il primo febbraio è scattato l’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni. Ma le multe per i no-vax, in Italia sono circa 1,4 milioni quelli che in questa fascia d'età ancora non hanno fatto neppure una dose di vaccino, potrebbero arrivare soltanto tra qualche mese.
Il motivo? Manca la lista con i nominativi di chi rifiuta di vaccinarsi, nonostante l’obbligo. Il ministero della Salute punta il dito contro il Garante della Privacy, che avrebbe dovuto esprimere parere positivo sull'accessibilità di quegli elenchi da parte degli enti.
Ma l’autorità respinge le accuse: “È destituita di ogni fondamento l’affermazione che il Garante per la protezione dei dati personali abbia rallentato o bloccato l’attuazione della norma che individua le sanzioni per i cittadini e i lavoratori ultra 50enni sottoposti all’ obbligo di vaccinazione contro il Covid-19”, si legge in una nota, citata dal quotidiano Il Tempo, in cui il Garante specifica che “il ministero della Salute ha inviato la richiesta di parere sullo schema di decreto che dà attuazione a tale quadro normativo solo in data 15 febbraio 2022”.
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Quindi, dagli uffici del ministro Roberto Speranza la documentazione sarebbe partita almeno due settimane dopo la data di entrata in vigore dell’obbligo. “Il Garante, come sempre in questi casi si è occupato della questione con la massima urgenza, rilasciando il parere positivo sullo schema di decreto oggi stesso, dopo due soli giorni dalla ricezione della documentazione”, chiarisce l’autorità.
E specifica, inoltre, “che i trattamenti di dati personali connessi all’attuazione dell’obbligo vaccinale e alle nuove modalità di verifica del green pass in diversi contesti” devono avvenire “nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, adottando misure di garanzia appropriate per tutelare i diritti fondamentali e gli interessi delle persone fisiche”.
Ma non ci sono solo i ritardi del ministero a far slittare la consegna delle multe, già contestate per via dell’importo considerato irrisorio.
Prima di inviare la sanzione, infatti, l’Agenzia delle Entrate, rende noto il Corriere della Sera, è tenuta ad inviare un avvertimento. Da quel momento il cittadino ha dieci giorni di tempo per adeguarsi o fornire la documentazione che attesti l’esistenza di un motivo valido per cui non può sottoporsi alla vaccinazione.
Al termine di questo periodo arriverà la multa, che però si può impugnare davanti al giudice, facendo ricorso.
Insomma, il paradosso è che le sanzioni potrebbero arrivare verosimilmente dopo il 15 giugno, data in cui decadrà l’obbligo di vaccinazione per gli ultracinquantenni. Una vera e propria beffa.
Senza contare il mancato incasso di centinaia di milioni di euro per il fisco. Oltre al milione e mezzo circa di non vaccinati 50+, le sanzioni, infatti, arriveranno anche agli ultracinquantenni che non hanno ancora fatto la seconda o la terza dose, completando così il ciclo vaccinale.
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