Covid, Guido Rasi: "Da metà marzo via il green pass, tempi maturi per alleggerire i divieti"

© AP Photo / Luca Bruno Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA
 Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea per i medicinali EMA - Sputnik Italia, 1920, 19.02.2022
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L'ex direttore dell'Ema al Giornale: "Il green pass? Dopo il 15 marzo va archiviato sperando che non ce ne sia più bisogno". E sull'obbligo vaccinale attacca: "Andava introdotto prima".
Si moltiplicano gli appelli dei virologi per un progressivo allentamento delle misure restrittive. Ieri era stato l’infettivologo dell’università di Padova, Andrea Crisanti, in un’intervista al Giornale, a proporre di revocare l’obbligo d'indossare la mascherina nelle scuole. Oggi, dalle colonne dello stesso quotidiano, anche l’ex direttore dell’Ema, Guido Rasi, chiede di “alleggerire i divieti”.
Con la percentuale di popolazione vaccinata o guarita che supera il 90 per cento tra qualche settimana, scommette l’esperto, molte delle attuali misure restrittive “non avranno più una logica”.
Nelle prossime settimane, secondo Rasi, gli ospedali, che al momento ospitano circa mille persone in terapia intensiva e 14mila malati di Covid ricoverati nei reparti ordinari, inizieranno progressivamente a svuotarsi.

“Io credo – dice Rasi al Giornale - che fino al 10-15 marzo, finché non si svuotano i reparti, ogni vaccino fatto contribuisce a una riduzione del rischio di circolazione del virus”. “Ma se il virus non circolasse più - aggiunge - non ha senso tenere l'obbligo del green pass, anche per gli over 50. Va archiviato sperando che non ce ne sia più bisogno”.

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Per l’ex numero uno di Ema, il governo dovrebbe valutare anche l’opportunità di mantenere l’obbligo in classe. “Se i numeri continuano a calare così velocemente da metà marzo è ragionevole pensare di farla togliere a lezione”, afferma l’esperto.
Secondo Rasi, inoltre, l’obbligo vaccinale è arrivato troppo tardi. “Se fosse stato introdotto tre o quattro mesi fa sarebbe stato fondamentale. – spiega al Giornale - Ora non convincerà la componente della popolazione contraria al vaccino per ideologia”.
“Uno zoccolo duro, - lo definisce - per fortuna minoritario, che sta già beneficiando della situazione positiva creata da chi ha fatto il proprio dovere di cittadino”.
Il passaggio da pandemia ad “endemia”, infine, secondo Rasi, ci sarà “quando saremo sicuri che non arriveranno altre varianti”. Una certezza che, però, ancora non c’è. Per questo, avverte, bisogna investire fin da ora “in misure strutturali, interventi non farmacologici”.
“Bisogna adottare varie soluzioni per rendere gli ambienti salubri, adottare sistemi di ventilazione in ogni scuola”, è la proposta. Altrimenti, è la posizione del medico, una nuova ondata, o peggio un’altra pandemia, ci troverà di nuovo impreparati.
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