Respirare o non respirare: rarissimo spiacevole sintomo del COVID-19

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaPaziente in terapia intensiva
Paziente in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
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Il singhiozzo è un disturbo della respirazione dovuto alla contrazione simultanea del diaframma e dei muscoli intercostali.
Con il progredire della pandemia di COVID-19 le riviste scientifiche stanno pubblicando articoli su manifestazioni atipiche della patologia. Una di queste è il singhiozzo che non si ferma per diversi giorni. In questo articolo Sputnik approfondisce per voi il legame tra questo sintomo e l’infezione virale.

Singhiozzo così forte da finire in ospedale

Un uomo di 62 anni è stato ricoverato in un ospedale americano nella contea di Cook poiché accusava singhiozzo da ben 4 giorni. Inoltre, aveva perso molto peso negli ultimi mesi e presentava diversi sintomi pseudo-influenzali come mal di testa, nausea e diarrea. Non c'erano sintomi di influenza vera e propria a parte una leggera febbre. I medici hanno effettuata una radiografia del torace per verificare la presenza di un tumore, ma invece hanno trovato un oscuramento nei polmoni, tipico segno di polmonite virale.
Le analisi hanno dimostrato che il paziente aveva il COVID-19. È stato curato rapidamente. I medici hanno descritto il caso in un articolo scientifico e hanno evidenziato quanto un sintomo come il singhiozzo può essere importante nella diagnosi di un’infezione da coronavirus.
Nel novembre 2020 gli scienziati dell'Università del Cairo in Egitto hanno riportato il caso di un uomo di 48 anni che era stato ricoverato in ospedale con singhiozzo, febbre e mal di gola. Era malato da una settimana. Gli è stato diagnosticato il COVID-19 grazie alla TAC polmonare e ai tamponi PCR. Alla cura è stato aggiunto un farmaco per alleviare il singhiozzo. Dieci giorni dopo, il paziente è stato dimesso.
La polmonite si presenta occasionalmente sotto forma di singhiozzo, sintomo che si risolve dopo il trattamento, scrivono in un articolo i medici turchi. Questi ultimi riferiscono che due pazienti si sono recati da loro a causa del singhiozzo persistente. A uno è stato diagnosticato il COVID, mentre l'altro è guarito da poco.
Un'altra storia simile viene dal Messico. Un uomo di 48 anni è arrivato in ospedale con un singhiozzo che non si fermava da 96 ore. Il paziente non presentava altri sintomi gravi, quindi è stato trattato come un paziente in sede ambulatoriale, ma il singhiozzo non è scomparso. Allora è stato sottoposto a esami più approfonditi ed è emersa la presenza di una polmonite in corso.
"In caso di manifestazioni inspiegabili di malattie infiammatorie, trombosi arteriose e venose è importante tenere presente la possibilità di COVID-19", concludono gli autori dell'articolo.

Alla ricerca di cause

Il singhiozzo è un disturbo della respirazione dovuto alla contrazione simultanea del diaframma e dei muscoli intercostali. Un soggetto inspira fortemente, ma la fessura vocale si chiude e l'aria passa con il caratteristico suono del singhiozzo. Questa reazione è considerata fisiologicamente normale in risposta all'irritazione dello stomaco, al gonfiore e quando si ha mangiato troppo.
Il singhiozzo inizia e finisce spontaneamente. Se dura per 2 giorni o più, è patologico. La persona è in agonia e il suo corpo è esausto. "Voglio dormire, ma non posso", dice un paziente il quale, per scoprire la causa del disturbo, ha consultato un medico. Gli è stata diagnosticata l'epatite C.
Come scrivono gli autori dell’articolo “Hiccup: Mystery, Nature and Treatment”, i processi cerebrali responsabili della comparsa di questo sgradevole riflesso sono ancora poco compresi. Sappiamo che nel processo sono coinvolte molecole di dopamina e di acido gamma-aminobutirrico, quindi i farmaci che le bloccano a volte funzionano. Ma in generale, non esiste un trattamento specifico.
Né gli adulti né i bambini (nemmeno il feto nel grembo materno) sono esenti dal singhiozzo. Gli scienziati annoverano più di un centinaio di cause: irritanti chimici, farmaci, infiammazioni, infezioni, tumori, lesioni, problemi cardiaci, alcolismo. In alcuni casi, i farmaci sono necessari, alcune persone trovano beneficio nell'agopuntura, nel trattenere il respiro e in altri rimedi popolari come l'induzione del riflesso del vomito, l’assunzione di zucchero o di limone.
Gli scienziati americani stimano che quasi 4.000 persone all'anno vengono ricoverate negli ospedali degli Stati Uniti a causa del singhiozzo. A volte gli attacchi durano più di un mese. Il record è stato registrato da un agricoltore dell’Iowa che ha avuto il singhiozzo per 69 anni e 9 mesi: dal 1922 al 1990. La causa è stata un'emorragia cerebrale dopo che l'uomo ha sollevato un maiale.
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