Putin: Kiev deve sedersi al tavolo con i rappresentanti del Donbass e porre fine alla guerra

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Il presidente russo Putin durante il colloquio con Macron - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
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In qualità di uno dei tre garanti degli accordi di Minsk del 2015 sulla pace in Ucraina, la Russia ha regolarmente invitato Kiev ad attuare le misure concordate per la normalizzazione, compresi gli emendamenti alla Costituzione per garantire un'ampia autonomia alle regioni indipendentiste del Donbass.
Kiev necessita di sedersi al tavolo dei negoziati con i leader delle autoproclamate repubbliche del Donbass e concordare le misure necessarie per risolvere il conflitto: prima lo fa e meglio è, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
"Abbiamo affermato insieme al presidente bielorusso che la garanzia di riportare la pace in Ucraina e alleviare le tensioni in questo Paese risiede nell'attuazione degli accordi di Minsk", ha detto Putin, parlando ai giornalisti dopo i colloqui con il capo di Stato bielorusso Alexander Lukashenko.
"Tutto ciò che Kiev deve fare è sedersi al tavolo dei negoziati con i rappresentanti del Donbass e concordare misure politiche, militari, economiche e umanitarie per porre fine a questo conflitto. Prima avviene, meglio è", ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha lamentato che purtroppo, al momento, "stiamo assistendo, al contrario, ad un aggravamento della situazione nel Donbass".
"Il processo di normalizzazione è ancora in fase di stallo. Nonostante tutti i nostri sforzi e contatti a livello di consiglieri dei leader dei Paesi del formato di Normandia [Ucraina, Russia, Germania e Francia], le nostre consultazioni su questo tema con i partner non hanno contribuito", ha detto Putin.
Kiev si rifiuta di rispettare gli accordi di Minsk e rifiuta categoricamente il dialogo diretto con le autoproclamate repubbliche.
"Sta essenzialmente sabotando l'attuazione degli accordi sulla modifica della Costituzione, per quanto riguarda lo status speciale del Donbass, le elezioni locali e l'amnistia", ha detto Putin.
Commentando le crescenti tensioni sull'Ucraina, il presidente Lukashenko ha accusato diversi politici occidentali di agire in modo "stupido".
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"Per la prima volta dopo decenni, ci siamo trovati sull'orlo di un conflitto che potrebbe inghiottire quasi tutto il continente come un imbuto. Oggi vediamo in tutto il suo splendore l'irresponsabilità, e perdonate la franchezza, la stupidità di alcuni politici occidentali, che sfidano la logica, il comportamento dei leader dei paesi della regione che sfida la logica o ogni spiegazione ragionevole, il loro desiderio decisamente doloroso di camminare sull'orlo di un conflitto", ha affermato il capo di Stato bielorusso.

Escalation nel Donbass

L'incontro odierno tra Putin e Lukashenko giunge alla conclusione di una settimana piena di tensione, con la previsione di funzionari e media occidentali che Mosca avrebbe iniziato "l'invasione" dell'Ucraina mercoledì che si è rivelata falsa, e l'amministrazione Biden e la stampa che a seguito dell'errore previsionale ha corretto il tiro, sostenendo che la Russia avrebbe avviato la sua operazione militare dopo il 20 febbraio. Mosca ha ripetutamente respinto le speculazioni di invasioni, considerandole come pretesto per la Nato per rafforzare la sua presenza militare nei Paesi che circondano la Russia.
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