Lavrov: Russia allarmata da tensioni e uso di armi vietate da accordi di Minsk nel Donbass

© AP Photo / Evgeniy MaloletkaBandiera ucraina, crisi Donbass
Bandiera ucraina, crisi Donbass - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
Seguici suTelegram
La regione è stata spinta in una guerra civile nella primavera del 2014, in seguito al colpo di stato a Kiev sostenuto da USA e UE.
Lavrov ha espresso sgomento per il rifiuto di Kiev a condurre negoziati diretti con i leader delle autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, per porre fine alla guerra civile, ed ha espresso allarme per le notizie di un drammatico aumento dei bombardamenti del Donbass utilizzando armi pesanti vietate dagli accordi di Minsk. Kiev, ha rimarcato il capo della diplomazia russa, è responsabile del sabotaggio degli accordi sul cessate il fuoco.

"Abbiamo sottolineato che non c'è alternativa all'attuazione degli accordi di Minsk nella loro interezza. E, naturalmente, abbiamo sottolineato la nostra seria preoccupazione per le dichiarazioni di Kiev secondo cui non avrebbero condotto un dialogo diretto con Donetsk e Lugansk. È una sfida e un rifiuto diretto a rispettare gli accordi di Minsk", ha detto Lavrov, parlando ai giornalisti dopo il suo incontro con il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias.

"Per quanto riguarda la situazione sulla linea di contatto nel Donbass, siamo molto allarmati dalle recenti notizie, di ieri o del giorno prima, di un forte aumento dei bombardamenti con l'uso di armi vietate dagli accordi di Minsk", ha sottolineato il massimo esponente della diplomazia russa.

Le proposte di sicurezza russe prevedono l'attuazione degli accordi di Minsk

Le proposte di sicurezza russe non escludono l'attuazione di Minsk-2, ma al contrario ne prevedono l'attuazione, ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

"Ma non preclude in alcun modo l'attuazione degli accordi di Minsk, ma, al contrario, presuppone l'attuazione coscienziosa del pacchetto di misure di Minsk da parte di Kiev", ha affermato Lavrov in una conferenza stampa, dopo i colloqui con il suo omologo greco.

Mosca disposta a discutere sulla sicurezza dell'intera regione

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, commentando l'idea del presidente ucraino Vladimir Zelensky su un documento sulle garanzie per la sicurezza dell'Ucraina, ha indicato che Mosca è pronta a discutere della sicurezza non dell'Ucraina, ma di tutti i paesi della regione.
Ministero degli Affari Esteri della Russia - Sputnik Italia, 1920, 17.02.2022
Ministero Esteri russo pubblica risposta agli Usa sulle garanzie di sicurezza
“Se parliamo della sicurezza dell'Ucraina e di come garantire questa sicurezza, vorrei riportarvi alla conferenza stampa del presidente Putin insieme al presidente Macron, a margine dei loro colloqui al Cremlino, durante i quali il presidente Putin ha spiegato in modo molto dettagliato e convincente perché garantire la sicurezza dell'Ucraina attraverso il suo ingresso nella NATO è inaccettabile per la Federazione Russa e sarebbe un attacco diretto alla sicurezza della Russia stessa. Ha inoltre aggiunto che siamo convinti che si possano trovare altri modi per garantire la sicurezza non solo dell'Ucraina, ma anche di tutti i paesi di questa regione comune, compresa la Federazione Russa", ha affermato il capo della diplomazia russa, rispondendo alla richiesta di commentare l'idea di Zelensky.
"E la ricerca di tali vie fa parte della nostra iniziativa, di cui abbiamo già parlato oggi, di cui abbiamo discusso con gli Stati Uniti, che non prevede concessioni unilaterali alla Federazione Russa per garantirne la sicurezza, ma implica l'accordo su principi che garantiscano la sicurezza di tutti, inclusa, tra l'altro, la sicurezza nel Mediterraneo orientale. Siamo pronti a discutere proprio queste opzioni", ha aggiunto il ministro.

Mercenari dai Balcani nel Donbass

In un'intervista separata con RT, Lavrov ha dichiarato che la Russia sta ricontrollando le informazioni che suggeriscono che i mercenari per il dispiegamento nel Donbass vengono reclutati dall'autoproclamata Repubblica del Kosovo, così come dall'Albania e dalla Bosnia.
"Il cancelliere tedesco Olaf Scholz e tutti gli altri leader della Nato affermano che l'alleanza è difensiva. Il presidente russo Vladimir Putin, nella sua conferenza stampa dopo i colloqui con Scholz, gli ha ricordato il bombardamento della Jugoslavia nel 1999. Scholz ha affermato che la Nato è intervenuta per prevenire il genocidio degli albanesi kosovari, che tutto è stato fatto con successo e che ora questa regione sta fiorendo", ha detto Lavrov.
Ma la regione è "lontana dall'essere fiorente", secondo il ministro russo.
"Il Kosovo e alcune altre parti dei Balcani occidentali stanno diventando un terreno fertile per la criminalità. Ci sono terroristi e spacciatori di droga. È un terreno di reclutamento per mercenari che prendono parte a conflitti che vengono gradualmente fomentati, anche dagli Stati Uniti. Ci sono informazioni che mercenari vengono reclutati in Kosovo, Albania, Bosnia ed Erzegovina e inviati nel Donbass, tra gli altri luoghi, per contenere la Russia. Stiamo ricontrollando queste informazioni ora", ha affermato il ministro degli Esteri.
All'inizio di questo mese, i ricognitori delle milizie del Donbass hanno riferito della presenza di mercenari britannici e polacchi operativi nei pressi della linea di demarcazione in Ucraina orientale.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала