Il cervello umano non rallenta (troppo) fino a dopo i 60 anni - studio

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Una signora al tavolino di un bar a Venezia - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
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Tutti gli scienziati, nonché le esperienze empiriche, finora sembrano confermare che, dopo un picco che arriva tra i 20 e i 30 anni, il cervello inizia un lento processo di declino. Un recente studio tedesco sostiene invece che fino ai 60 in realtà non vi siano affatto grosse perdite di velocità nelle elaborazioni della mente umana.
Lo studio, basato sui dati di oltre 1 milione di persone, suggerisce che la velocità d'elaborazione mentale rimane quasi costante fino all'età di 60 anni.
"La nostra scoperta è incoraggiante, poiché i nostri risultati mostrano che i livelli medi di velocità mentale in contesti che richiedono decisioni rapide e forzate non diminuiscono fino a un periodo relativamente tardivo", ha affermato la dott.ssa Mischa von Krause, dell'Università di Heidelberg e primo autore del lavoro.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, ha utilizzato i dati di 1.185.882 partecipanti, di età compresa tra 10 e 80 anni, nel Project Implicit di Harvard, uno strumento online che è stato utilizzato per raccogliere dati ed educare le persone sui pregiudizi su genere, razza e altre caratteristiche.
I partecipanti sono stati tenuti a ordinare parole in categorie positive e negative, associando anche immagini. Il test era progettato principalmente per misurare la forza delle associazioni di una persona tra razza (in questo caso neri o bianchi) e valutazioni (rappresentate da parole positive o negative), ma poi la grande mole di dati ha ingolosito i ricercatori a compiere anche altre analisi, prima tra tutte comparare i tempi di risposta e accuratezza per fasce di età.
I dati hanno mostrato, in linea con quanto previsto, che il tempo medio per dare una risposta era sì più breve nella fascia d'età dei vent’anni, ma accuratezza e velocità di risposte non diminuivano di molto fino a dopo i sessanta.

Non rallenta tanto, ma dipende da cosa si fa

La ricerca, che non rimane incoraggiante per gli ultrasessantenni, sembra tuttavia incoraggiante per i più giovani, anche se, va detto, rimane poco chiaro cosa gli studiosi abbiano voluto intendere per ‘velocità’ di risposta e ‘accuratezza’ con un test che riguarda le razze.
Sta di fatto che negli scacchi, per esempio, definito lo ‘sport della mente’ per eccellenza, dei 360mila giocatori con punteggio ELO internazionale, il più ‘vecchio’ tra i primi dieci è Lewon Aronyan, di 39 anni, e il primo cinquantenne è l’ex campione del mondo Viswanathan Anand, classe 1969, attualmente al 16° posto, che è anche il più ‘vecchio’ tra i primi cento in attività. La stragrande maggioranza dei giocatori migliori sono tutti poco sopra o poco sotto i trent’anni, con anche molti giovanissimi minori di vent'anni. Ma, si sa, negli scacchi velocità e accuratezza delle risposte vengono valutati in maniera un po’ differente.
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