Fine vita: il Vaticano dice no al suicidio assistito, sì a più cure palliative

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Vaticano, piazza San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
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Una nuova presa di posizione sul suicidio assistito, l’eutanasia, arriva dall’interno delle mura vaticane ad opera della Pontificia Accademia per la Vita, che ribadisce l'insegnamento della Chiesa cattolica, riaffermando il valore ed il rispetto di ogni vita umana.
La Pontificia accademia “sostiene il no al suicidio, quindi anche il no al suicidio assistito, come richiamato più volte dal Papa”, mentre la Pontificia Accademia per la Vita “sottolinea l'importanza delle cure palliative”.
Questo quanto si legge in una nota, in cui si esprime “un particolare apprezzamento per la decisione della Corte Costituzionale italiana di non ammettere il referendum per abrogare l'art. 579 del codice penale che vieta l'omicidio del consenziente (e avrebbe aperto la strada verso l'eutanasia)”.
Ora la Pontificia Accademia per la Vita rivolge un invito al Parlamento italiano:
“È chiamato a legiferare sulla questione del cosiddetto suicidio medicalmente assistito, condizione purtroppo già aperta dalla stessa Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019, sebbene delimitato ad alcune situazioni, molto definite e ristrette. Il Parlamento dovrà legiferare tenendo presente tale sentenza della Corte”.
La Pontificia Accademia per la Vita, ribadendo il no della Chiesa a qualsiasi forma di suicidio, sottolinea “come la legge italiana sulle cure palliative (la legge 38/2010) è oggi di fatto ancora poco conosciuta e poco applicata, mentre sarebbe una risposta concreta alla sofferenza di tante persone, per un vero aiuto ed accompagnamento” verso il fine vita.

Referendum sull’eutanasia bocciato dalla Consulta

La Consulta ha bocciato il referendum sull’eutanasia, giudicandolo inammissibile, poiché ha ritenuto che così come era stato formulato entrava in contrasto con il principio costituzionale della salvaguardia della vita umana. Principio che veniva leso dal quesito referendario in particolare per i più deboli e indifesi.
Il referendum sull’eutanasia, infatti, non chiedeva l’introduzione di questa pratica, ma la sostanziale modifica dell’articolo 579 del Codice penale, che vieta a chiunque l’omicidio del consenziente.
La modifica e depenalizzazione dell’omicidio del consenziente avrebbe aperto le porte non solo all’eutanasia, è questa la posizione presa dalla Consulta.
Sull'eutanasia non tutti in parlamento la pensano allo stesso modo, tanto che è nato un comitato di parlamentari per il no al suicidio assistito.
Alla Camera dei Deputati, infine, è in fase di discussione una legge sul fine vita che ha superato il primo ostacolo.
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