Covid, uno studio mette in guardia i fumatori: anticorpi più bassi anche con il vaccino

sigarette - Sputnik Italia, 1920, 18.02.2022
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Secondo una ricerca del centro CoEhar dell'Università di Catania il fumo determinerebbe una diminuzione più rapida nel tempo degli anticorpi indotti dal vaccino.
Chi fuma potrebbe essere più esposto al Covid, anche dopo la vaccinazione. Questo perché, secondo alcuni studi, le sigarette inciderebbero sulla risposta immunitaria innescata dal vaccino, provocando una diminuzione più rapida delle immunoglobuline G (IgG), gli anticorpi che assicurano la protezione dopo aver contratto il virus.
Un’analisi del Center of excellence for the acceleration of harm reduction (CoEhar) dell’Università di Catania, svolta assieme ai colleghi di Pavia e Milano e basata sull’esame di circa 23 studi sul tema, ha mostrato come nella maggior parte delle ricerche prese in considerazione sia emerso che i fumatori sono più predisposti a sviluppare un numero inferiore di anticorpi e ad andare incontro ad un abbassamento più rapido delle IgG.
Pietro Ferrara, epidemiologo dell’Università di Pavia, che ha preso parte allo studio, spiega al Corriere della Sera che i risultati dell’indagine confermano “l’ennesimo impatto negativo del fumo sulla salute umana e sulle alterazioni della risposta immunitaria ai vaccini”.
Anche Riccardo Polosa, fondatore del centro che ha promosso la ricerca, afferma che “l’abitudine tabagica influenza la proliferazione dei linfociti e delle altre cellule del sistema immunitario”.
La conclusione è che i fumatori “rispondono meno ai vaccini e sono dunque più a rischio”.
Prima della pandemia anche altre ricerche focalizzate sul tema della risposta immunitaria nei fumatori erano giunte alla stessa conclusione.
Una relazione tra il fumo e un livello inferiore di anticorpi da vaccinazione era stato riscontrata anche nel caso dei vaccini per epatite B, tetano e difterite, mentre da un’altra ricerca sembra che il tabagismo non influisca sull’efficacia del vaccino antinfluenzale.
In generale, comunque, il fumo sembrerebbe essere alla base dell’alterazione del numero di cellule immunitarie e di una risposta inadeguata dell’immunità adattiva.
Oltre ad essere responsabile di 8 milioni di decessi l’anno a livello globale, quindi, il tabagismo sembra esporre a maggiori rischi anche sul fronte delle malattie infettive, come il coronavirus, inibendo la risposta del sistema immunitario agli agenti patogeni, compreso il Covid.
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