Piano rinnovabili in Italia, servono 75 gigawatt entro il 2030 ma le Regioni bloccano i progetti

© SputnikIl campus dell'università FEFU è alimentato interamente con pannelli fotovoltaici
Il campus dell'università FEFU è alimentato interamente con pannelli fotovoltaici - Sputnik Italia, 1920, 17.02.2022
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La mancata indipendenza energetica dell’Italia dipende anche dalle tempistiche necessarie a realizzare gli impianti di generazione dell’energia da fonti rinnovabili.
E mentre gli italiani tutti, ora devono fare i conti con bollette energetiche più che raddoppiate (+131%), in Italia possono servire anche 8 anni per approvare un impianto fotovoltaico. E questo non solo per le lungaggini burocratiche, ma anche per i blocchi e i ricorsi da parte dei sindaci pressati dai propri cittadini.
Così accade che sui 70 gigawatt che dovremmo realizzare entro il 2030 secondo il Piano nazionale di recupero e resilienza, a Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, sono giacenti richieste di approvazione per 146 gigawatt, cioè più del doppio, scrive il Corriere.
E questo assurdo è dovuto ai 5 passaggi autorizzativi necessari per approvare un impianto fotovoltaico (ma anche eolico) e ai 6 passaggi autorizzativi per connettere l’impianto alla rete elettrica nazionale.
Ed 8 anni quando va bene, perché se accade come nel Lazio dove la regione guidata da Zingaretti del Pd blocca tutto, gli impianti e i progetti restano fermi a data indefinita. E sono inoltre fermi tra Viterbo e Latina ben 2,2 miliardi di euro di investimenti in impianti fotovoltaici: li ha fermati il Ministero della Cultura.
In Puglia sono stati bloccati ben 396 impianti di piccola e grande taglia che non sono graditi ai cittadini.
E mentre i cittadini italiani si ritrovano a mettere mano al portafoglio più del solito per pagare le bollette della corrente elettrica, il ministro della Transizione Ecologica prova a mettere una pezza alla situazione chiedendo alle Regioni di individuare aree idonee dove impiantare i campi fotovoltaici.
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Purtroppo i piani delle Regioni sono fermi all’anno 2000 e spesso non è mai stato fatto alcun tipo di censimento per non urtare le sensibilità dei cittadini.
Non restano molte alternative per ottenere energia nostrana e bisogna fare in fretta togliendo ostacoli e veti.
Il censimento ha la durata di 6 mesi, si vedrà al termine quale sarà stato il risultato di questa corsa alla produzione dell’energia pulita fuori tempo massimo.
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