Pfizer Catania, sindacati preoccupati: “Esuberi preludio alla chiusura del sito”

© Clara StatelloPfizer (CT)
Pfizer (CT) - Sputnik Italia, 1920, 17.02.2022
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Approfondimento
Quali sono i piani di Pfizer sul territorio nazionale? L’azienda resta ferma sui 130 esuberi a Catania e apre una procedura per 128 informatori scientifici a Latina, mentre incassa miliardi con i vaccini e pillola anti-Covid. Domani secondo round di trattative con Regione e prefetto nel capoluogo etneo, i sindacati chiedono un tavolo al Mise.
Pfizer ha assicurato che il sito di Catania è e “continuerà a essere parte integrante della rete globale di produzione e fornitura Pfizer”, ma i sindacati non si fidano e chiedono di vedere il piano industriale. Al primo tavolo di trattative, questo lunedì, i sindacati hanno ravvisato una “distanza siderale”con l’azienda, irremovibile sui 130 esuberi. In totale, saranno tagliati 210 posti di lavoro, se si tiene conto degli interinali a cui non verrà riconfermato il contratto.
Il ridimensionamento del sito catanese stride con i risultati della multinazionale, che ha chiuso il 2021 con ricavi per 81,3 miliardi di dollari e per il 2022 attende di incassare attorno ai 100 miliardi, grazie al vaccino anti-Covid Cominarty e alla pillola Paxlovid. Ma a Catania si produce il Tazocin, un antibiotico iniettabile in calo di domanda sul mercato, e l’azienda non sembrerebbe avere intenzione di investire in nuove biotecnologie.
I tagli di oggi saranno il preludio di un futuro disimpegno sul sito? Sputnik Italia ne ha parlato con il segretario generale della Cgil Catania, Carmelo De Caudo, in questi giorni impegnato nei tavoli di trattativa per la vertenza Pfizer.
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- Pfizer incassa miliardi con i vaccini ma licenzia a Catania. Il primo tavolo di trattative con i sindacati mostra “distanze siderali”. Domani ci sarà l’incontro con la Regione, che posizioni porterete al tavolo?
- Prima di parlare di esuberi noi chiediamo il piano industriale, vogliamo capire cosa vuole fare Pfizer con l’unità produttiva di Catania. Insisteremo con questa richiesta perché temiamo che i 130 esuberi siano solo un preludio. Se non c’è un investimento concreto e reale è chiaro che l’azienda si avvia verso uno smantellamento o addirittura una vendita del sito produttivo farmaceutico a Catania. E questo naturalmente è una preoccupazione maggiore che potrebbe interessare anche i 660 lavoratori, con tutte le conseguenze che ci saranno sull’indotto.
- Quale sarebbe l’impatto sul territorio?
- Catania non si può permettere neanche un licenziamento. Il sito di Catania opera da più di trent’anni sul nostro territorio ed è sempre stato il fiore all’occhiello della farmaceutica catanese ma non solo.
- L’azienda non ha presentato soluzioni alternative all’assorbimento di 50 unità ad AP, quale potrebbe essere una soluzione immediata per loro e per i 50 interinali e le altre posizioni attualmente congelate?
Il problema, infatti, non riguarda solo i 130 lavoratori. Sappiamo che non sono stati rinnovati i contratti ad altri lavoratori che operano da diversi anni e che hanno un altissimo profilo professionale.
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La soluzione immediata è quella di non licenziare nessuno ma di investire sul sito di Catania. Noi chiediamo a Pfizer di iniziare a ragionare sulle eventuali azioni che l’azienda può fare, magari spostando linee di produzione. Perché il confezionamento della pillola Covid si può fare ad Ascoli Piceno e non qui?
Lì hanno aperto nuove posizioni per assorbire 50 unità ma, da quanto ci risulta, deve provvedere a nuove assunzioni. Pertanto la stessa scelta poteva essere fatta benissimo a Catania, perché il sito si presta al confezionamento di questo farmaco.
- L’azienda però ha dichiarato che il sito di Catania svolge un ruolo fondamentale per Pfizer ed ha annunciato investimenti per la modernizzazione. Ritenete non siano sufficienti?
- Questo è alla base della procedura, che è stata aperta per ristrutturazione. Quali sono gli investimenti? 27 milioni di euro non giovano agli investimenti ma soltanto al mantenimento dello stabilimento, che allo stato attuale lavora con macchine che hanno 50 anni. Pertanto su Catania non c’è mai stato un investimento reale. Per questo noi siamo molto preoccupati che dietro questi esuberi potrebbe paventarsi qualcosa di diverso, sarebbe a dire uno smantellamento o cessione ad altre aziende farmaceutiche.
- I sindacati hanno deciso di saltare ulteriori mediazioni e scrivere una richiesta urgente di incontro al Mise. Ritenete ci sia un allarme Pfizer?
Una multinazionale che dichiara 130 esuberi sul nostro territorio è un’istanza che deve essere affrontata non solo a livello provinciale. Alla luce della procedura di licenziamento annunciata a Latina nei riguardi di 128 operatori informatici, vogliamo capire se l’azienda ha intenzione di disinvestire sul territorio nazionale.
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Noi in prefettura domani chiederemo alle istituzioni, la Regione e il prefetto – la massima carica dello Stato sul territorio di farsi carico e parte attiva per una richiesta di incontro urgente al Mise, perché la vertenza Pfizer non è solo provinciale ma regionale e nazionale.
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