Crisi dei trasporti su gomma, arrivano i voucher per 10mila aspiranti autisti

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Due tir in movimento - Sputnik Italia, 1920, 17.02.2022
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Approvato l'emendamento presentato dalla Lega al dl Milleproroghe, per formare nei prossimi cinque anni 10mila autisti di Tir. Il viceministro Morelli: "Per la prima volta si scommette sulla forza lavoro che ruota attorno alla logistica".
Uno stanziamento di 25 milioni di euro per formare 10mila giovani autisti di Tir in cinque anni. È un primo passo per risolvere la crisi del settore dei trasporti su gomma, al centro di una tempesta perfetta, tra l’aumento del prezzo del carburante e la mancanza di circa 20mila conducenti.
Così, con un emendamento al dl Milleproroghe, si è deciso d'investire sulla formazione dei giovani fino a 35 anni, investendo sui corsi per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per condurre i mezzi pesanti.
“È una misura innovativa per la quale sono stanziati circa 25 milioni di euro che serviranno a formare almeno 10mila giovani autisti nell’arco di 5 anni”, spiega il viceministro dei trasporti Alessandro Morelli, promotore della misura, che risponde all’appello delle imprese di trasporto merci e persone.
Da tempo, rende noto il viceministro, “lamentano la mancanza di conducenti, dovuta principalmente al costo elevato per ottenere i titoli necessari all’esercizio dell’attività”.
“È la prima volta – sottolinea - che l’Italia scommette in modo così consistente sulla forza lavoro che ruota intorno alla logistica, a conferma della strategicità di un settore imprescindibile per la ripartenza del nostro Paese”.
Si tratta, scrivono in una nota anche la deputata della Lega Elena Maccanti, prima firmataria dell’emendamento, il responsabile Infrastrutture del partito Edoardo Rixi e la capogruppo in commissione Trasporti, Simona Pergreffi, di “un sostegno importante a una categoria che ha 'fame' di autisti e che prevede la copertura dei costi per il conseguimento delle patenti e delle abilitazioni professionali per la guida dei mezzi pesanti”.
In Italia, secondo i dati del Sole24Ore, l’80 per cento della merce viaggia su gomma. Ma le aziende, ormai da mesi, devono fare i conti con la carenza di personale, soprattutto sulle tratte più lunghe, quelle che necessitano di 4 o 5 giorni di viaggio.
Questo perché la maggior parte degli autisti muniti di patente E, per il 46 per cento ultracinquantenni, complice l’esplosione dell’e-commerce, preferisce ripiegare sulle consegne a breve distanza. Paradossalmente, si guadagna poco meno rispetto alle lunghe traversate da uno Stato all’altro e lo stress è decisamente inferiore.
Il governo, quindi, sceglie di puntare sui giovani, che oggi rappresentano soltanto il 18 per cento degli autisti di Tir, per cercare di tamponare un’emergenza dai risvolti economici e sociali non indifferenti.
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