Caro latte, quanto mi costi? Presto molto di più

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Latte - Sputnik Italia, 1920, 17.02.2022
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I conti nella produzione del latte non tornano, sono superiori a quelli del prezzo minimo concordato con il governo e questa condizione non potrà che causare un aumento del costo del prodotto nei supermercati e negozi di alimentari italiani.
L’Ismea, cioè l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ha registrato un aumento medio del 7,4% del costo del latte su base annua, riporta l’Economia del Corriere.
Ma a dicembre 2021 il costo è aumentato del +13% rispetto allo stesso periodo del 2020. Siamo quindi in una situazione in cui anche il prezzo del latte risulterà fuori dalla portata di molte famiglie, già in difficoltà.
Su allevamenti e produttori di latte incide il costo dell’energia, ma anche in modo maggiore il costo dell’alimentazione degli animali. I mangimi, infatti, sono aumentati del +19%, a causa del rincaro dei foraggi, salito a sua volta del +22%. Saliti alle stelle anche i prezzi dei mangimi semplici (+17%) e di quelli composti (+15%).

Quanto costa il latte?

L’Ismea ha fatto due calcoli e ha verificato che il costo di produzione di un litro di latte è balzato a 0,46 euro (46 centesimi/litro).
Gli allevatori e i produttori di latte sono fuori budget. Lo scorso 10 novembre avevano concordato con il governo un prezzo a 41 centesimi/litro, ciò significa che producono in perdita ai prezzi correnti.
Il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, sta organizzando un incontro con la filiera del latte, per fare il punto della situazione, consapevole che l’accordo di novembre è ormai superato.
Patuanelli, rispondendo alle domande in aula, il 16 febbraio, ha affermato che per ridurre il costo energetico agli allevamenti vanno applicate le misure previste dal Piano nazionale di recupero e resilienza.
Tra le misure del Pnrr sono previsti investimenti per la “Tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale”, tra cui il recupero di edifici rurali e agricoli.
Sotto il profilo energetico, è previsto lo sviluppo di una “filiera agroalimentare sostenibile”, che faccia uso dell’agrovoltaico, e dell’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle stalle.
L’obiettivo è garantire una buona percentuale di autoproduzione dell’energia elettrica a costi ridotti per gli allevatori.
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