L’Europarlamento ha votato: vince l’Italia, cancellati riferimenti al cancro dalle etichette

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Vini toscani - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2022
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Un sospiro di sollievo per i produttori italiani ed europei. L’Ue non ha intenzione di vietare il vino.
Dopo due giorni di discussioni al Parlamento europeo passa la linea italiana che prevede una serie di emendamenti al Cancer plan che puntava di introdurre il “bollino nero” su vino: un invito a non consumare, "perché fa male", proprio come già succede con le sigarette.
"C'è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche e non è il consumo in sé a costituire fattore di rischio per il cancro". È questa una delle modifiche alla relazione sul Piano di azione anti-cancro approvate martedì sera dall'Europarlamento. Dal testo è stato cancellato anche il riferimento ad avvertenze sanitarie in etichetta, e introdotto l'invito a migliorare l'etichettatura delle bevande alcoliche con l'inclusione di informazioni su un consumo moderato e responsabile di alcol.
"Il Parlamento Europeo salva quasi diecimila anni di storia del vino le cui prime tracce nel mondo sono state individuate nel Caucaso mentre in Italia si hanno riscontri in Sicilia già a partire dal 4100 a.c", - afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ringraziare per il lavoro di squadra i parlamentari italiani per la difesa di un settore che vale 12 miliardi di fatturato dei quali 7,1 miliardi di export e offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone secondo l'analisi della Coldiretti.
Perché l’Unione Europea voleva demonizzare il vino? Che effetto poteva avere questa mossa sull’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale. In vista della decisione finale di Bruxelles per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Lorenzo Bazzana, Responsabile economico nazionale di Coldiretti.
© Foto : Fornita da Lorenzo BazzanaLorenzo Bazzana, responsabile economico nazionale di Coldiretti
Lorenzo Bazzana, responsabile economico nazionale di Coldiretti - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2022
Lorenzo Bazzana, responsabile economico nazionale di Coldiretti
- Dott. Bazzana, come commenterebbe la una nuova norma dell’Ue?
- Si tratta dell’ennesimo attacco all’Agroalimentare Italiano di qualità, alla dieta mediterranea, alle produzioni tradizionali e distintive legate al territorio. Non è screditando un prodotto che si persegue l’educazione ad un consumo moderato e consapevole.
Il giusto impegno dell’Unione Europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto.
- Cosa c'è dietro questo attacco? Una lobby?
- Viene da pensare male. Etichette a semaforo, scarsa difesa delle denominazioni di origine, ostacoli al diritto alla trasparenza attraverso una etichettatura di origine obbligatoria, sembra che tutto ciò che è legato ad un territorio, distintivo, tradizionale, dia fastidio. Si tratta peraltro di un orientamento incoerente con i primati riconosciuti alla Dieta Mediterranea, considerata un modello alimentare sano e benefico per la prevenzione di molte malattie, tra cui il cancro, ma che si fonda anche sul consumo equilibrato di tutti gli alimenti a partire dal bicchiere di vino ai pasti.
- Il mondo della produzione del vino italiano è pronto ad alzare gli scudi contro questa ipotesi? Come l’Italia e il Coldiretti possono agire a livello istituzionale?
- L’Italia e la Coldiretti faranno tutto quello che è necessario per dimostrare l’irrazionalità di questa iniziativa. È in gioco un modello alimentare, uno stile di vita che ha consentito agli italiani di raggiungere record di longevità. La Dieta Mediterranea, con un bicchiere di buon vino al pasto, è il modello a cui guarda tutto il mondo.
- C'è un altro problema che è apparso quest'anno. Secondo l’osservatorio di The Wine Net, a partire dalla primavera, i prezzi dei vini in grande distribuzione e horeca sono destinati ad aumentare dal 10 al 30 per cento. Condivide questa previsione?
- C’è una forte tensione sui costi energetici e sui costi di produzione in generale in tutti i settori, ma credo che le preoccupazioni per il settore siano più legate a quanto si diceva in precedenza.
- Quali conseguenze potrebbe avere il rincaro sul mondo del vino? C'è il rischio che alcune denominazioni non saranno più appetibili per il consumatore?
- Il problema dei costi di produzione investe a 360° tutti i settori produttivi, non solo il vino o l’agroalimentare. Per le imprese è sicuramente un momento difficile che richiede interventi strutturali da parte della politica, per evitare perdite di competitività.
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