Caro bollette, la luce è aumentata del 131% in un anno

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Corrente - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2022
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Nonostante gli interventi del governo per ridurre gli incrementi dopo il rialzo dei prezzi, le famiglie hanno pagato di più. Il gas è costato il 94% in più, secondo l’Autorità competente.
Gli interventi del governo per ridurre la pressione sulle famiglie per l’aumento dei costi di gas e luce non hanno raggiunto l’effetto sperato.
Secondo l’Arera, infatti, nel primo trimestre del 2022, rispetto allo stesso periodo del 2021, l’energia elettrica è aumentata del 131% per il cliente domestico.
In cifre, questo si traduce in un incremento da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse.
Per il gas non è andata meglio: nello stesso periodo analizzato, l’aumento per le famiglie è stato “del 94% (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse)”.
L’Autorità ha spiegato, in audizione al Senato, che “l’impennata dei prezzi all’ingrosso dell’energia nel 2021” ha fatto segnare tra gennaio e dicembre un +500% per il gas e +400% per l’energia elettrica, che ha iniziato a farsi sentire direttamente in bolletta nel secondo semestre del 2021.

Serve concertazione a livello UE

Per Arera, la soluzione a queste fiammate di prezzi e alle ripercussioni pratiche è “una maggiore armonizzazione della regolazione degli stoccaggi in Europa”.
Secondo l’Autorità, si tratta di “uno strumento efficace per fronteggiare fenomeni di volatilità dei prezzi legati alla scarsità degli approvvigionamenti. Anche in considerazione del fatto che la riduzione del livello di sicurezza conseguente a tali circostanze non riguarda solo il Paese nel quale lo stoccaggio si trova, ma eventuali eventi eccezionali produrrebbero effetti anche nel resto dell'Europa”.
Oltre a stoccaggi da ampliare e rafforzare, per Arera “potrebbero essere studiati meccanismi di opzione che, senza intervenire sulla formazione dei prezzi e le condizioni di mercato, proteggano il sistema da oscillazioni estreme dei prezzi”.
E si suggerisce di valutare anche “meccanismi che favoriscano, sempre in un'ottica concorrenziale, la conclusione di contratti di lungo periodo”, anche per “accompagnare il processo di decarbonizzazione”.

Le stime nel breve periodo

Arera, pur sottolineando la volatilità dei prezzi nel momento attuale, ha stimato che, “dopo una discesa nei primi giorni dell’anno intorno ai 65 €/MWh per il gas naturale e a 170 €/MWh per l’energia elettrica (valori medi anno 2022)”, i prezzi si sono rapidamente riposizionati negli ultimi giorni intorno “agli 80 €/MWh per il gas naturale e i 200 €/MWh per l’energia elettrica”.
La previsione per le quotazioni attuali del gas naturale per il 2023 e 2024 “vedono rispettivamente una discesa a valori intorno a 55 €/MWh nel 2023 e 39 €/MWh nel 2024. Analogamente, per l'energia elettrica è previsto un rientro verso i 150 €/MWh nel 2023 e i 113 €/MWh nel 2024”.
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