Vertenza Pfizer, Magno (Filctem): "Perché la società non vuole investire sul sito di Catania?"

© Clara StatelloPfizer Catania
Pfizer Catania - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
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Si conclude con un nulla di fatto la prima giornata di trattative sulla vertenza Pfizer di Catania. I sindacati chiedono il ritiro dei 130 esuberi, la consegna del piano industriale e investimenti sul sito siciliano. La multinazionale non dà risposte.
Fumata nera al tavolo Pfizer Catania dopo una riunione fiume fra sindacati ed azienda, ospitata stamane nella sede di Confindustria del capoluogo etneo. Il segretario provinciale di Filctem Cgil, Jerry Magno, ha espresso a Sputnik Italia la sua insoddisfazione per l'avvio delle trattative, che proseguiranno venerdì in prefettura, alla presenza dell'assessore regionale Antonio Scavone.
I sindacati rigettano il taglio dei 130 dipendenti, ma Pfizer conferma gli esuberi e propone il trasferimento di 50 lavoratori nello stabilimento di Campolungo, ad Ascoli Piceno, dove si produce il Paxlovid, la pillola anti-Covid.
Per gli altri si prospetta il licenziamento. La multinazionale non ha portato al tavolo altre alternative per chi non verrà assorbito dal sito marchigiano.
Magno rimarca che "l'azienda ci deve consegnare un piano industriale, perché da lì noi capiremo se effettivamente questo stabilimento avrà un futuro. Oggi abbiamo 130 esuberi, l'anno prossimo potranno essere anche 300" se manca una progettualità di Pfizer sul sito di Catania. "Quindi ho necessità di avere un piano industriale che l'azienda non ci vuole consegnare", ribadisce.
Un'altra questione posta dal sindacato è quella del criterio in base al quale è stata formata la lista di mobilità.
"Ho chiesto di avere un organico. - prosegue Magno - Non si possono licenziare 130 persone perché si decide di chiudere completamente un determinato reparto".
Ma se il reparto chiude, perché anziché trasferire i lavoratori ad Ascoli Piceno, non si trasferisce la produzione nel sito di Catania? E' questa la domanda che hanno posto durante il tavolo i sindacati a Pfizer, senza avere una risposta.
L'azienda propone, ai lavoratori che accettano di spostarsi nelle Marche, incentivi economici per circa 40 mila euro in due anni, fra alloggio per 18 mesi, biglietti aerei, incentivi di 8 mila euro. Al momento le posizioni aperte nello stabilimento marchigiano sono 50, da contendersi con i lavoratori del posto.
"A quanti accetteranno saranno confermate anzianità e retribuzione - spiega Magno - Ma anche qui ci chiediamo: perché Pfizer non vuole investire a Catania? Perché il confezionamento della pillola anti-Covid non viene fatto pure qua? Perché assumere ad Ascoli e tagliare posti a Catania?"
Il ragionamento dei sindacalisti è semplice. Anziché dare 40 mila euro di incentivi a ciascuno dei 130 esuberi, la stessa somma (superiore a 5 milioni di euro) potrebbe essere investita sul sito, avviando una linea di produzione per la pillola Paxlovid, che nel 2022 produrrà incassi per $22 miliardi, secondo le stime pubblicate da Pfizer l'8 febbraio.
"L'azienda su questo non ci dà risposte", sottolinea il segretario Filctem.
Il rischio, temono i sindacati, è che la società abbia iniziato a disinvestire per dismettere il sito di Catania, anche se i vertici assicurano che il sito "continuerà a essere parte integrante della rete globale di produzione e fornitura Pfizer".
"Noi rigettiamo i licenziamenti ed il 25 febbraio alle 15 ci rivedremo per capire se esistono le condizioni oppure no", conclude Magno.
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