Landini: “Partiti lontani dalla gente. Il governo si doti di una politica industriale”

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
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Il segretario generale della Cgil chiede il confronto con l’esecutivo e le parti sociali sull’automotive: incentivi, aumento dei salari e sostegno all’auto elettrica.
Parlando al Corriere della Sera, Maurizio Landini segretario generale della Cgil, si dice preoccupato dalla rottura tra mondo del lavoro e politica, tra elettori e partiti: “Il 60% degli italiani pensa che la politica sia importante, ma non si sente rappresentato nel quadro attuale. È problema molto serio”.
Per Landini, la politica deve ripartire dal mondo del lavoro e il governo deve agire sul piano di una politica industriale, che resta assente.
Il numero uno della Cgil aggiunge che dopo la fragilità mostrata dagli schieramenti politici nell’elezione per il Quirinale, “rischiamo una lunga campagna elettorale”.
"Mi preoccupa la distanza del quadro politico dal Paese reale. Ci sono riforme urgenti da realizzare e noi chiediamo che il sindacato sia coinvolto, prima di decidere”.

Più attenzione all’industria, in particolare dell’auto

Landini ricorda che “l’assenza di politica industriale” in Italia viene denunciata dalla Cgil da anni.
“Manca un’azione del governo e delle politiche pubbliche, anche sugli investimenti”.
Un tema che si fa ancora più attuale nel settore dell’automotive, con le conseguenze della transizione verso l’auto elettrica su tutta la filiera.
“È una transizione che va governata. I sindacati metalmeccanici e Federmeccanica, di Confindustria, hanno chiesto un tavolo di confronto alla presidenza del Consiglio”.
Ma ancora non ci sono state risposte, dice Landini, secondo cui questo percorso di cambiamento va “incoraggiato con politiche industriali che portino Stellantis a svolgere un ruolo da protagonista. Bisogna favorire le aggregazioni nella componentistica, dove abbiamo notevoli competenze. Serve un ruolo pubblico d’indirizzo o perderemo posizioni”.
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Giorgetti: “Basta drogare l’edilizia con il Superbonus, serve una politica industriale”
Tema su cui si trova d'accordo con il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.
“Invece dei bonus a pioggia, servono incentivi mirati come in Francia per aprire e sostenere il mercato dell’auto elettrica. Con i bassi salari attuali, i lavoratori rischiano di non potersela permettere”.
Per questo, il segretario generale della Cgil chiede lo stop ai contratti precari, investimenti in formazione, no ai contratti nazionali pirata e al riconoscimento dei contratti nazionali come vera “autorità salariale che aumenti il potere d’acquisto”.
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