La Siria si rialza, nonostante sanzioni, americani, terroristi e raid israeliani

© AP Photo / Hassan AmmarDonne mussulmane camminano nel cortile della Moschea Umayyad di Damasco, Siria, mercoledì 2 ottobre 2018
Donne mussulmane camminano nel cortile della Moschea Umayyad di Damasco, Siria, mercoledì 2 ottobre 2018 - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
Seguici suTelegram
La Siria, dopo aver liberato gran parte del Paese dai terroristi, continua l’attività di ricostruzione, nonostante la forte pressione sanzionatoria esercitata dai paesi occidentali.
Il ripristino della vita pacifica è ostacolato dalla presenza delle forze della coalizione internazionale, guidata dagli Stati Uniti nel nord-est della Siria e dall'attività dei gruppi terroristici nella provincia di Idlib.
L'ambasciatore russo in Siria, Aleksandr Efimov, ha rilasciato a Sputnik un'intervista in cui ha parlato della minaccia che costituisce la presenza illecita di forze straniere in Siria, dell'atteggiamento della Russia nei confronti degli attacchi israeliani in territorio siriano e delle prospettive di negoziati tra le autorità siriane e l'opposizione nel “formato di Astana” e a Ginevra.
— Cosa ne pensa delle nuove attività poste in essere dai terroristi dello Stato Islamico nella provincia di Al Hasakah e l'attacco alle carceri avvenuto a gennaio?
— L'offensiva dell'ISIS* ad Al Hasakah è un segnale piuttosto allarmante, che mostra quanto sia ancora grave la minaccia rappresentata da questa organizzazione terroristica.
L'esercito siriano, sostenuto dall'aviazione russa, ha dato un colpo devastante all'organizzazione, ma i terroristi, che sono diventati clandestini, rimangono intrappolati, soprattutto perché ampie parti della Siria, tra cui la regione del Transeufrate, rimangono sotto l'occupazione straniera.
Dopo gli eventi di gennaio, è evidente che né gli americani né le autorità curde locali sono in grado di garantire un grado di sicurezza sufficiente nei territori sotto il loro controllo nel nord-est della Repubblica araba siriana.
E, come confermato ufficialmente da Washington, l'esercito americano si trova lì per l'eliminazione finale dell'ISIS.
Anche le autorità legittime della Siria dovranno neutralizzare i militanti in fuga, il cui potenziale distruttivo al di fuori della Siria è molto elevato.
In questo contesto, la Russia sottolinea ancora una volta la necessità del rispetto incondizionato della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria, il ripristino del controllo di Damasco su tutte le parti del Paese, nonché il ritiro dalla Siria dei contingenti militari stranieri illecitamente schierati. Questo è l'unico modo per eliminare finalmente la presenza del terrorismo internazionale in territorio siriano e garantire la stabilità e la sicurezza in Siria e dintorni.
Turkish President Recep Tayyip Erdogan addresses the 74th session of the United Nations General Assembly at U.N. headquarters Tuesday, Sept. 24, 2019. (AP Photo/Mary Altaffer) - Sputnik Italia, 1920, 12.02.2022
Erdoğan e l’ombra dell’Isis
— Vi sono i presupposti per il ritiro delle forze della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti dalla Siria, come è avvenuto in Afghanistan e in Iraq?
— Prima di tutto, ribadisco ciò che è stato già più volte detto: la presenza in Siria della cosiddetta "coalizione internazionale" guidata dagli Stati Uniti non ha alcuna base giuridica (sotto forma di decisioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU o del consenso delle legittime autorità siriane) e deve essere interrotta immediatamente. Tanto più che gli Stati Uniti stanno chiaramente fallendo nel loro compito di contrastare il terrorismo in Siria.
Oltre al Transeufrate, un'altra "zona grigia", emersa grazie alla mano facile degli americani nel sud della Siria, è la zona di Al-Tanf, dove in un ambiente d’impunità e permissività operano i combattenti del Magawir As-Saura. Questi da tempo impediscono la sistemazione del campo Rukban per gli sfollati, dislocato proprio in quell’area.
In altre parole, i terroristi vengono divisi in "buoni e cattivi", molti di loro ottengono una "seconda chance", mentre continuano a migliorare le loro capacità di combattimento e a radicalizzare la popolazione civile. E più a lungo gli americani resteranno qui, più la "bomba a orologeria" che hanno piazzato potrebbe rivelarsi potente. Per non parlare del fatto che Washington continua a patrocinare lo sfruttamento illegale delle risorse naturali della Siria, soprattutto petrolio e grano nel Nord-Est.
Questo è più che sufficiente per sollecitare la fine dell'occupazione illecita della Siria da parte degli Stati Uniti.
— Alcune parti della Siria nord-orientale sono ancora controllate dall'Amministrazione autonoma curda. Sono previsti colloqui tra Damasco e i curdi nel prossimo futuro? La Russia svolgerà il ruolo di mediatrice in questi colloqui?
— La nostra posizione su questo argomento è ben nota: la Russia parte dal presupposto che i curdi siriani sono parte integrante del popolo della Siria. Abbiamo quindi costantemente sostenuto il dialogo tra l'amministrazione curda e Damasco, in particolare sulla futura infrastruttura della patria comune.
Non è un segreto che il nostro Paese, attraverso vari canali, abbia contribuito a stabilire e portare avanti i contatti tra le parti, le quali apprezzano gli sforzi di mediazione profusi dai russi. I contatti con le parti continuano. Ricordo che solo nel 2021, per esempio, la presidente del comitato esecutivo del Consiglio democratico della Siria, I. Ahmed, è stata ricevuta a Mosca ben due volte (a settembre e novembre). Nei colloqui con la presidente si è discusso su questioni relative all'instaurazione di un dialogo tra i curdi e Damasco.
Per inciso, le cose andrebbero molto meglio anche in questo settore se tutte le forze straniere illecitamente presenti nel Paese si ritirassero e Damasco fosse in grado di ripristinare la sua sovranità su tutto il territorio nazionale, compreso, naturalmente, il Transeufrate.
Militari turchi in Siria - Sputnik Italia, 1920, 26.09.2021
Tre civili uccisi in un'operazione americana di aviolancio a Deir ez-Zor, in Siria
— In quale situazione versano la provincia di Idlib e l’autostrada M-4, che l’esercito siriano avrebbe dovuto riprendere sotto il proprio controllo ancora nel 2020. Mosca e Ankara stanno dialogando su questo tema?
— Purtroppo l'enclave di Idlib rimane una roccaforte di gruppi armati illegali, tra cui Hayat Tahrir al-Sham e altre organizzazioni sulla lista dei terroristi delle Nazioni Unite. Inoltre, abbiamo raccolto più e più volte prove evidenti del fatto che questa regione della Siria, al di fuori del controllo delle autorità legittime, è di fatto utilizzata come un rifugio sicuro dai terroristi, compresi quelli stranieri.
In merito alla nostra collaborazione con Ankara, vorrei ricordare che gli accordi russo-turchi su Idlib stipulati ad alto livello a Mosca nel marzo 2020 hanno permesso di consolidare la liberazione di gran parte dell'enclave da parte dell'esercito siriano, con il sostegno dell'aviazione russa.
Alcune delle intese raggiunte, tra cui quella relativa all'autostrada M-4, non sono state pienamente attuate dall'altra parte. Le attività connesse da porre in essere insieme ai partner turchi continuano su vari livelli e con il coinvolgimento di diversi enti.
Vorrei altresì sottolineare che nessun accordo può cancellare la necessità di continuare la lotta senza compromessi contro il terrorismo e il ritorno tempestivo di questa regione della Siria sotto la sovranità di Damasco. Qualsiasi tentativo di "tollerare" i terroristi che si nascondono a Idlib e farli passare per la cosiddetta "opposizione armata" è anch’esso categoricamente inaccettabile.
Tra i siriani si registra una forte reazione negativa agli attacchi dell'aviazione israeliana al porto di Latakia. Qual è la posizione della Russia in merito a questi attacchi?
— Gli attacchi israeliani sul territorio siriano, indipendentemente dal luogo e dal tempo in cui vengono arrecati, sono completamente illeciti dal punto di vista del diritto internazionale. Tali attacchi causano vittime umane e gravi danni materiali, violano la sovranità della Siria, costituiscono una minaccia per il traffico aereo civile internazionale e in generale infiammano ulteriormente la già difficile situazione politico-militare.
La Russia condanna fermamente i raid israeliani in Siria e chiede che vengano interrotti. Continueremo a portare all’attenzione di Israele la nostra posizione in maniera coerente e sfruttando diverse piattaforme di dialogo.
— Com’è possibile, a Suo avviso, rompere lo stallo venutosi a creare nei colloqui sulla commissione costituzionale siriana? Al momento, registriamo soltanto recriminazioni reciproche tra i rappresentanti delle autorità e dell'opposizione.
— I progressi nel processo di risoluzione politica in Siria sono effettivamente lenti. Le ragioni di questo rallentamento sono oggettive: il numero di contraddizioni tra le parti è molto elevato e ci vogliono tempo e pazienza per raggiungere un grado di fiducia reciproca sufficientemente elevato per intavolare discussioni realmente significative.
In ogni caso, si stanno profondendo sforzi in questo senso. Si sono già tenute 6 riunioni del comitato costituzionale e ognuna di esse è stata un piccolo passo avanti verso l’instaurazione di un dialogo costruttivo. È molto importante che il processo politico sia condotto dagli stessi siriani, con il sostegno delle Nazioni Unite e senza interferenze esterne, come previsto dalla risoluzione 2254.
Da parte nostra, notiamo che Damasco è pronta ad intraprendere tali sforzi. Su questa base, Mosca continuerà a interagire in maniera puntuale sia con i siriani che con il team dell'inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la Siria, il signor Pedersen, nell'interesse di una rapida ripresa dei colloqui a Ginevra. Speriamo che lo stesso G. Pedersen concentri tutte le sue energie sulla convocazione della prossima tornata del Comitato costituzionale.
Militanti curdi - Sputnik Italia, 1920, 05.02.2022
Siria, le forze turche hanno neutralizzato 14 miliziani curdi
— La popolazione siriana soffre di una serie di problemi dovuti al blocco economico occidentale. La Russia ha intenzione di prendere misure per aiutare i siriani?
— La Russia ha ripetutamente sottolineato che le sanzioni contro la Siria sono illecite e disumane. Abbiamo più volte chiesto la rimozione totale o almeno un allentamento di queste misure restrittive imposte unilateralmente, specialmente ora con la pandemia di COVID-19. Abbiamo anche adottato misure specifiche in questo senso sia di natura politica che umanitaria-economica. In particolare, il tema delle sanzioni (compreso l'impatto negativo delle restrizioni unilaterali sulla situazione umanitaria nei singoli paesi) è al centro della presidenza russa del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite questo mese.
Nel frattempo, la Russia, a livello bilaterale, continua a fornire assistenza in varie forme ai siriani, per ricostruire la loro economia nazionale e garantire la sostenibilità e operatività di quest’ultima, nonostante le gravissime pressioni politiche ed economiche esercitate dall’esterno.
Si continuano cionondimeno a realizzare progetti su larga scala in vari comparti dell'economia siriana, con la partecipazione di aziende russe, comprese quelle coinvolte nel garantire il funzionamento di strutture infrastrutturali vitali per il Paese.
Esempi specifici sono:
la ricostruzione della parte civile del porto di Tartus,
la modernizzazione dell'impianto di fertilizzanti minerali a Homs
la ripresa dell’operatività di alcuni giacimenti petroliero-gasier e di alcuni impianti di raffinazione
Questi progetti rappresentano un potente incentivo per lo sviluppo e la crescita dell'economia della Siria nel suo insieme e contribuiscono a dare ai suoi cittadini fiducia nel futuro e nell'imminente ritorno alla normale vita pacifica.
Lo sviluppo dei legami commerciali tra i nostri Paesi contribuisce anche a soddisfare i bisogni urgenti dei siriani. Per esempio, la Russia ha consegnato una grande fornitura di grano alla Siria nel 2021. Secondo le stime attualmente disponibili, complessivamente, in 11 mesi dello scorso anno, il volume del commercio bilaterale con Damasco è aumentato di circa 3 volte rispetto allo stesso periodo del 2020.
Il bombardiere a lungo raggio Tu-22m3 - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
Siria, portaerei NATO nelle acque: la Russia invia due caccia Tu-22M3 con missili antinave - Video
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e in molti altri paesi
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала