Israele sospende l'accordo Iron Dome USA-Ucraina temendo reazioni da Mosca

© AP Photo / Ariel SchalitSistema "Iron Dome" in Israele
Sistema Iron Dome in Israele - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
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Israele sospende la partecipazione all'accordo sul trasferimento del sistema di difesa missilistica Iron Dome a Kiev, firmato tra Stati Uniti e Ucraina. Il timore è di danneggiare le relazioni bilaterali con la Russia, a causa delle tensioni al confine ucraino.
Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, dalla scorsa estate Israele ha adottato una serie di misure per impedire l'accordo ed è riuscita a rimuovere dall'ordine del giorno la questione del trasferimento dell'Iron Dome a Kiev.
L'anno scorso, i media hanno riferito che il Congresso degli Stati Uniti aveva incluso un emendamento al disegno di legge sulla difesa del 2022, che rendeva possibile la vendita o il trasferimento del sistema Iron Dome all'Ucraina.
Iron Dome è una joint venture israelo-americana che non può essere venduta a terzi senza il consenso di entrambi i paesi sviluppatori. Nella primavera del 2021, il governo ucraino aveva ufficialmente fatto appello all'amministrazione Biden, chiedendo di trasferire missili Patriot e il sistema di difesa missilistica Iron Dome in Ucraina.

La Cupola di Ferro

Il sistema Iron Dome, nome traducibile come Cupola di Ferro, è un sistema d'arma mobile per la difesa antimissile, in grado di intercettare razzi a media velocità e proiettili d'artiglieria con traiettoria balistica. Si ritiene sia capace d'intercettare minacce a corto raggio dai 3 ai 72 km in tutte le situazioni meteo.

La situazione in Ucraina

Negli ultimi mesi, i paesi occidentali e l'Ucraina hanno accusato la Russia di dispiegare truppe aggiuntive lungo il confine ucraino in presunta preparazione di una invasione. Mosca ha più volte smentito queste accuse dicendo che non ha intenzione di invadere l'Ucraina e sottolineando che ha il diritto di spostare le proprie truppe all'interno del proprio territorio nazionale.
La Russia ha anche espresso preoccupazione per l'attività militare della NATO vicino ai suoi confini e per il continuo supporto militare all'Ucraina, compreso un aumento del numero di consiglieri militari occidentali nella regione separatista del Donbass e un aumento delle consegne di armi a Kiev.
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