Franceschini: “Il 2022 può essere la svolta. No a un Grande Centro, sì a una Lega moderata”

© AP Photo / Alessandra TarantinoDario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali
Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
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Il ministro della Cultura rilancia la transizione politica dell’Italia verso un’evoluzione del sistema. Con Draghi e Mattarella c’è “l’assetto migliore”.
Il 2022 sarà un anno “pieno di problemi”, ammette Dario Franceschini, ma allo stesso tempo “può essere anche l’anno della svolta per il nostro sistema politico”.
Il ministro della Cultura, leader di una larga componente del Pd, parlando a Repubblica sottolinea che “fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle le fasi della casta, della rottamazione e del sovranismo” e “abbiamo l’assetto migliore per dare queste risposte, con Mattarella al Quirinale e Draghi alla guida del governo”.
Il 2022, quindi, al di là di Pnrr, bollette e crisi internazionali, “deve essere anche l’anno in cui favorire un’evoluzione del sistema politico”.
Per Franceschini questo consiste nell’avere regole condivise e una collocazione internazionale che non vengano messe in dubbio dall’alternanza al potere.

Serve una Lega moderata e no al Grande Centro

Franceschini non vuole parlare delle dinamiche interne agli altri partiti, ma sottolinea che nella coalizione di centrodestra, che poteva contare in precedenza su una parte moderata di centro forte, “non è normale che negli ultimi tempi siano invece cresciute due forze, la Lega e Fratelli d’Italia, che si contendono uno spazio a destra ai confini del sovranismo mentre il centro è divenuto quasi marginale”.
“Il mio auspicio è che ci sia un riequilibrio. Avremmo tutti da guadagnare da un avvicinamento della Lega al centro, da una sua evoluzione in questa direzione”.
Invece, sul fronte del riassetto al centro, Franceschini dice: “Non credo alla rinascita di un Grande Centro trasversale, ago della bilancia. Penso invece che lo spazio del centro sia comunque dentro i due rispettivi poli”.
E sugli alleati 5Stelle “non c’è stata nessuna frattura. L’elezione del capo dello Stato non è mai una faccenda semplice, abbiamo avuto giornate problematiche, ma non tali da incrinare il rapporto con il Movimento, che certo sta vivendo un percorso di maturazione”.
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