Balneari, via libera all’unanimità alle modifiche al ddl concorrenza: gare dal 2024

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Spiaggia vuota - Sputnik Italia, 1920, 15.02.2022
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Le concessioni attuali vanno in proroga fino a dicembre del 2023. Il Cdm ha previsto un disegno di legge per l’adozione entro sei mesi dei criteri per semplificare la disciplina e per regole uniformi che tutelino il litorale.
Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità l’emendamento al ddl concorrenza sulle concessioni balneari: le gare pubbliche sono rimandate al 2024 e fino ad allora si procede con la proroga delle attuali licenze.
Il Cdm ha dato anche il via libera a un disegno di legge che prevede una delega al governo per l'adozione, entro sei mesi, di uno o più decreti legislativi per semplificare la disciplina sulle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative.
Palazzo Chigi ha spiegato che l’obiettivo è garantire un utilizzo più sostenibile del demanio marittimo, favorirne la pubblica fruizione, promuovere un maggiore concorrenza sulle concessioni balneari.

I punti chiave delle modifiche

A partire dal 2024 le gare indette per le concessioni delle spiagge dovranno rispettare "i principi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità".
Sono questi i punti su cui si è concentrata la discussione in Cdm per l’emendamento al ddl concorrenza in merito alle concessioni demaniali marittime.
La riforma delle licenze prevede che in vista delle gare dovranno essere definiti "presupposti e i casi per l'eventuale frazionamento in piccoli lotti" e individuato un "numero massimo di concessioni" di cui si può essere titolari per "favorire l'accesso delle microimprese e delle piccole imprese", oltre agli "enti del terzo settore".
Il termine per ricevere le domande non dovrà essere "inferiore a 30 giorni".
Le gare dovranno avere delle regole uniformi per le procedure di selezione per l’affidamento delle concessioni.
Dovrà essere valorizzata “l’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione o ad analoghe attività di gestione di beni pubblici" e "della posizione dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato la concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare".
Per scegliere il concessionario saranno prese in considerazione anche “la qualità e le condizioni del servizio offerto agli utenti, alla luce del programma di interventi indicati dall’offerente per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del demanio, anche da parte dei soggetti con disabilità, e della idoneità di tali interventi ad assicurare il minimo impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema, con preferenza del programma di interventi che preveda attrezzature non fisse e completamente amovibili".
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