Troppo pochi vigili del fuoco: in Italia soltanto uno ogni 15mila abitanti

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Intervento dei Vigili del Fuoco - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2022
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Lo standard europeo ne prevede uno ogni 1.500 abitanti. L'Usb Vigili del fuoco Calabria lancia la petizione per un aumento dell'organico per un soccorso urgente efficiente. Urgente scorrere le graduatorie degli idonei e assorbire i precari.
La petizione cresce di minuto in minuto e ha raggiunto già quasi 40mila firme: l’obiettivo è avere un organico adeguato per un soccorso efficiente.
I vigili del fuoco in Italia hanno un organico cronicamente sottodimensionato, si legge nella petizione lanciata su Change.Org dalla Usb Vigili del fuoco Calabria: secondo gli standard europei del soccorso è previsto che ci sia un pompiere ogni 1.500 abitanti. In Italia questo rapporto è uno ogni 15.000 abitanti.
Per raggiungere e mantenere gli standard minimi, quindi, il corpo dei Vigili del fuoco dovrebbe essere portato a circa 60.000 unità permanenti su tutto il territorio nazionale, contro le attuali 26.932.
Per questo, ha spiegato a Sputnik Italia Giancarlo Silipo, “non bisogna fare leggi nuove, bisogna soltanto assumere attraverso la Procedura speciale di stabilizzazione dei precari e assorbire le graduatorie degli idonei del concorso”.
- Qual è l’attuale situazione e perché avete lanciato la petizione?
- La petizione è in mano a tutti i senatori della Repubblica, è stata inviata alla sezione petizioni del Senato e poi lanciata sulla piattaforma. Il corpo nazionale dei Vigili del fuoco è al collasso, ogni giorno sul territorio nazionale ci sono soltanto 4.000 pompieri operativi.
Sui circa 27mila permanenti, ogni giorno, il 20% è in recupero psicofisico, il 20% lavora nei magazzini, nelle rimesse, negli uffici o nelle direzioni.
Questo porta a numeri operativi ben lontani dagli standard europei: in Italia abbiamo un vigile del fuoco ogni 15mila abitanti e non ogni 1.500.
- Questa situazione che conseguenze ha?
- Se c’è un incendio in un’abitazione o per un’auto dobbiamo scegliere dove andare. Se ci sono eventi di portata maggiore dobbiamo aspettare i colleghi dalle altre Regioni come è accaduto nell’emergenza incendi in estate. È una realtà che viviamo quotidianamente. Non possiamo dare una copertura relativa al soccorso nei tempi previsti, entro 20 minuti e dobbiamo sperare nell’arrivo dei mezzi dalle altre Regioni a volte per salvare vite umane.
- Come risolvere questo stato di cose?
- Non chiediamo di indire nuovi concorsi, ci sono già due procedure aperte che ci darebbero una boccata di ossigeno. Da una parte la stabilizzazione di circa 4.000 precari e poi l’assorbimento degli idonei del concorso pubblico già espletato. Ma le assunzioni vanno avanti con il contagocce. E i 165 milioni stanziati sono stati utilizzati quasi totalmente per la classe dirigente, nelle nostre buste paga abbiamo ricevuto soltanto cinque euro al mese di aumento.
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