Pnrr, Giovannini: “I dati confermano che possiamo farcela anche al Sud”

© AFP 2022 / Tiziana FabiEnrico Giovannini, Ministro Infrastrutture e Trasporti (a destra) e Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica (a sinistra)
Enrico Giovannini, Ministro Infrastrutture e Trasporti (a destra) e Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica (a sinistra) - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2022
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Il ministro delle Infrastrutture smentisce che ci siano problemi con appalti e procedure relative ai numerosi progetti incardinati nel suo dicastero. “I fondi sono stati assegnati a progetti ben definiti” che si possono completare entro il 2026.
Enrico Giovannini non vuole sentir parlare soltanto di problemi, di intoppi, di lungaggini. È convinto, e glielo confermano i dati, che gli obiettivi del Pnrr per il suo ministero, quello delle infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, saranno raggiunti, anche al Sud, dove nelle ultime settimane si temono i consueti colli di bottiglia e rallentamenti.
“Per il Mezzogiorno noi ci siamo posti l’obiettivo del 56% delle risorse, non del 40%. Tale percentuale è stata una scelta politica, non il frutto di un algoritmo”.
“I dati ci dicono che possiamo farcela: le aggiudicazioni di appalti pubblici nel 2021 sono le più alte degli ultimi 20 anni (41 miliardi) e pari al doppio di quelle del 2020”, aggiunge parlando a Repubblica.
Secondo Giovannini il cambio di passo è proprio nel metodo usato per assegnare i fondi nel settore delle infrastrutture: “Vengono assegnati solo su progetti ben definiti. È evidente che l’investimento in capitale umano nei Comuni è fondamentale, anche per il futuro perché nel corso degli anni sono stati depauperati di professionalità, però dare l’idea di essere sempre in emergenza è forse eccessivo”.

La semplificazione esiste già ma potrebbe aumentare

Giovannini ammette che si sta già valutando come semplificare ulteriormente le modalità, già riviste e facilitate.
Nel Pnrr “ci sono opere come la Salerno-Reggio Calabria di alta velocità e investimenti sulle nuove scuole. Pensare di avere lo stesso approccio per tutti i progetti sarebbe sbagliato”.
Il ministro ricorda che è stata fatta “una scelta di semplificazione delle procedure rispetto al Codice degli appalti per tutte le opere, anche quelle relativamente piccole, mentre per le opere di maggiore peso del Pnnr ci sono procedure speciali. Inoltre, è stata creata la Commissione Via dedicata al Pnrr" e "i piccolissimi Comuni non sono direttamente coinvolti”.
Il lavoro è stato rapido e nello stesso tempo enorme: “In pochi mesi abbiamo distribuito con Regioni, Comuni e Province oltre 25 miliardi per progetti Pnrr e fondo complementare nel settore dei trasporti e delle infrastrutture".
"E stiamo coinvolgendo anche i cittadini, attraverso il dibattito pubblico che ho voluto rendere centrale: ne abbiamo avviati già nove, con la partecipazione di migliaia di persone”.

L’inflazione non ricadrà sulle imprese

L’altra novità annunciata da Giovannini nell’intervista è relativa all’aumento dei costi legati all’inflazione.
“Rfi e Anas hanno rivisto i prezzari, con aumenti del 20% per le gare 2022, che quindi partiranno con prezzi ragionevoli. Poi si valuteranno i prezzi di aggiudicazione. Per le gare del 2022 e 2023 abbiamo anche cambiato radicalmente i meccanismi di adeguamento ai costi dopo l’assegnazione dell’appalto, rendendoli molto più bilanciati e favorevoli alle imprese”.
Inoltre l’Istat “calcolerà nuovi indici semestrali per i costi dei materiali e ci siamo allineati alle pratiche di molti Paesi europei, restringendo dal 10% al 5% la franchigia a carico delle imprese, mentre per aumenti superiori a tale soglia la stazione appaltante assorbirà l’80% dall’aumento, non più il 50%” e il Tesoro “ha fatto sapere che man mano che le gare verranno aggiudicate, se ci saranno scostamenti, si stabilirà come coprirli”.
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