Nucleare iraniano, Teheran invita l'Occidente a "fermare il gioco con tempo e testi" alle trattative

© AFP 2022 / La presidenza iranianaIl ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian
Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2022
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Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha esortato i colleghi occidentali che partecipano ai colloqui di Vienna ad abbandonare i "giochi" con i testi proposti e le tempistiche del ritorno all'accordo nucleare con Teheran.
"Le parti occidentali dovrebbero mettere da parte i giochi con i testi e le tempistiche e mostrare la loro vera intenzione di tornare ai loro obblighi in conformità con il JCPOA", cita l'agenzia Tasnim le parole di Amirabdollahian.
Il capo della diplomazia iraniana ha sottolineato che non sono le minacce o gli avvertimenti dei partecipanti a determinare il punto finale dei negoziati, ma il corso stesso dei negoziati e la quantità di sforzi fatti dai loro partecipanti.
"Ci sbrighiamo a concludere un accordo buono nel quadro di negoziati ragionevoli e logici che assicurerebbero i diritti del popolo iraniano", ha aggiunto il ministro iraniano.

Le trattative a Vienna

A Vienna sono in corso i negoziati sul ritorno all'accordo nucleare iraniano, noto come il Piano d'azione congiunto globale (JCPOA) e sulla revoca delle sanzioni statunitensi nei confronti di Teheran. Lo scorso 27 dicembre è stato avviato l'ottavo round di colloqui. Al settimo round svolto a dicembre le parti avevano raggiunto un accordo su due bozze di documento, in cui la parte europea ha incluso anche le posizioni dell'Iran.
Il rappresentante permanente della Russia presso le Organizzazioni Internazionali a Vienna, Mikhail Ulyanov, aveva affermato che i partecipanti ai negoziati sul ripristino dell'accordo nucleare con l'Iran stanno decisamente andando avanti nel raggiungimento del loro obiettivo.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (JCPOA)

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.
Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran. In seguito l'Iran ha iniziato a sospendere i suoi obblighi fissati nel documento: ha ridotto gradualmente i suoi impegni dell'accordo, aumentando la quantità e la qualità dell'uranio che produce e imponendo alcuni limiti alla capacità degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica di condurre controlli improvvisati.
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