La lettera di Tiziano Renzi al figlio Matteo: “La banda Bassotti” di Boschi, Bianchi e Bonifazi

© Foto : Camera dei DeputatiMatteo Renzi al termine delle consultazioni con Roberto Fico
Matteo Renzi al termine delle consultazioni con Roberto Fico - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2022
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La missiva risentita all’ex premier dopo le notizie del coinvolgimento del padre nel caso Consip. “Questa vicenda mi ha tolto la capacità di relazione”. E poi la "depurazione" del Pd.
Sei pagine scritte al computer, una mail il cui destinatario è Matteo Renzi e l’autore il padre Tiziano.
Una lettera, depositata dalla procura di Firenze nel procedimento contro Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, per il reato di bancarotta e che risale al 5 marzo 2017, due settimane dopo le dimissioni di Renzi da presidente del Consiglio e dopo pochi giorni dalle notizie sul coinvolgimento di Tiziano nella vicenda Consip.
Nel testo, pubblicato da Repubblica, si fa riferimento a diverse persone e Tiziano Renzi scrive in particolare del cerchio ristretto di Maria Elena Boschi, dell'avvocato Alberto Bianchi e dell'ex tesoriere Pd Francesco Bonifazi, apostrofati come la "banda Bassotti".
“Hanno davvero lucrato senza ritegno dalla posizione di accoliti tuoi io sono stato quello che è passato per ladro prendendolo nel c.".
Così scrive il padre dell’ex premier e leader allora del Pd.
"E' dal tempo della provincia che non sono stato messo in condizione di fare un ragionamento completo con te. In questi anni ho avuto la netta percezione, anzi la certezza, di essere considerato un ostacolo e comunque un fastidio”.

Le rivendicazioni e le accuse

Renzi senior poi attacca il figlio e si lamenta delle sue beghe giudiziarie.
"Questa vicenda mi ha tolto la capacità di relazione, tutti quelli che hanno avuto rapporti con me sono stati attenzionati solo per questo fatto, sono il Re Mida della merda, concimo tutti, stanno interrogando tutti, dipendenti e amici è folle (...) devo nascondermi senza aver fatto niente di male”.
E poi parlando di Renzi aggiunge: “Ora tu hai l'immunità, non esiste più il rischio che tramite me arrivino a te. Spero che inizi una nuova stagione di lotta per i valori che hanno animato la mostra vita, nella contesa occorre attaccare non indietreggiare".

Lo sprone a ripulire il Pd

Tiziano Renzi, infine, nella lettera parla di politica, "il mio vecchio amore”, e invita il figlio a fare delle mosse per tenere il controllo dei Dem.
“La mossa di rimandare le dimissioni è geniale perché ha ridato entusiasmo ai nostri. Tutti hanno capito la posta in gioco”.
“Se tu dessi un segnale cacciando coloro che minano l'immagine del partito con continue dichiarazioni di distinguo ne guadagneresti in immagine tu e non perderesti granché sul versante voti come si è visto".
E prosegue: "Certa gente è debole con i forti e forte con i deboli. I voti li prendi tu, quindi che se ne vadano se hanno il coraggio o tacciano fuori dalle sedi giuste per il confronto, un bel deferimento ai probiviri per il non rispetto della linea del partito ti farebbe guadagnare credibilità ed impedirebbe la litania delle divisioni del Pd”, quindi “occorre depurare il Pd a costo di perdere pezzi di apparato al fine di recuperare pezzi di elettorato".
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