Bullizzata bimba con sindrome di Down, Presidente della Macedonia la accompagna a scuola

© Foto Twitter di Stevo Pendarovski Il presidente della Macedonia Stevo Pendarovski
Il presidente della Macedonia Stevo Pendarovski  - Sputnik Italia, 1920, 14.02.2022
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Hanno fatto il giro del mondo le immagini diffuse dai media di Stevo Pendarovski che tiene per mano la bimba di 11 anni mentre la accompagna a scuola.
Il presidente della Macedonia, Stevo Pendarovski, ha accompagnato una bambina di 11 anni a scuola tenendola per mano. La piccola, Embla Ademi, è stata vittima di atti bullismo e maltrattamenti dei suoi compagni e dei loro genitori perché è affetta da sindrome di Down.
Le famiglie non volevano che Embla frequentasse la stessa classe dei figli ed erano arrivati a boicottare le lezioni dove c'era lei. La accusavano di avere atteggiamenti aggressivi e così, la ragazzina era stata separata in una sala fredda, accanto ad una stufa elettrica, secondo quanto riporta il Daily Mail.
Su insistenza dei genitori la scuola ha accettato di reintegrare la bambina, anche perché i rapporti dei servizi sociali smentivano le accuse di aggressività. La reazione delle altre famiglie è stata quella di lanciare una petizione affinché Embla non tornasse in classe con i loro figli.
La notizia di questi atti discriminatori è giunta al presidente macedone che ha deciso di fare qualcosa di più che esprimere solidarietà: lunedì 7 febbraio si è diretto a Gostivar, la città del nordovest della Macedonia del Nord, dove abita la bambina, offrendosi di accompagnarla a scuola.
Le foto di Pendarovski che tiene per mano Embla con lo zainetto in spalle, assieme ai genitori, hanno fatto il giro del mondo.
"Siamo tutti uguali in questa società, Sono venuto qui per dare il mio sostegno e per aumentare la consapevolezza che l'inclusione è un principio fondamentale", ha detto Pendarovski, aggiungendo che i bambini con sindrome di Down "non solo dovrebbero godere dei diritti che meritano, ma anche sentirsi uguali e benvenuti nei banchi e nel cortile della scuola".
Sull'episodio di è pronunciato il Comitato di Helsinki per i diritti umani, che ha dichiarato: "La petizione dei genitori contro un bambino con sindrome di Down è l'ultima sconfitta della nostra società per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti dei più vulnerabili tra noi"
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