Voto in Svizzera, si al divieto per le pubblicità del tabacco

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Un uomo fuma - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2022
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Oltre il 50% dei cittadini svizzeri ha votato domenica per il referendum sul divieto della pubblicità del tabacco, nonché delle sigarette elettroniche al fine di tutelare bambini e giovani.
Stando ai risultati del voto, l'iniziativa è stata sostenuta dal 56,6% della popolazione.
I promotori dell'iniziativa avevano dichiarato che la proposta aiuterà a ridurre il numero di fumatori poiché, secondo gli studi, quasi il 57% delle persone che fumano sistematicamente hanno provato a farlo per la prima volta quando erano ancora adolescenti.
Al momento la pubblicità del tabacco è vietata tra i bambini, alla radio e alla televisione, ma rimane nei film, nei luoghi pubblici, nei festival e sui mezzi pubblici.
Quasi tutti i Cantoni hanno vietato la pubblicità del tabacco sulla stampa e sui portali di notizie web.
Gli oppositori dell'iniziativa messa al referendum hanno affermato che il divieto assoluto della pubblicità sui prodotti del tabacco tra i bambini e i giovani è un passo radicale e difficile da attuare.
Con il voto di oggi il divieto della pubblicità del tabacco si estende praticamente ovunque, la possibilità di promuovere i suddetti prodotti rimarrà solo mediante volantini o posta elettronica, a condizione che tali campagne siano destinate esclusivamente agli adulti.

I risultati delle altre votazioni

L'iniziativa popolare intitolata "Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso" non ha trovato sostegno tra i cittadini della Confederazione, incassando solo il 20,9% dei voti a favore.
La modifica della legge federale per sopprimere una delle tasse da bollo in vigore è stata bocciata con il 62,7% dei voti contrari.
La legge federale sul pacchetto di misure a favore dei media, approvato dalle autorità nel contesto del calo delle entrate pubblicitarie, non è stata sostenuta al referendum (il 45,5% dei voti favorevoli).
Berna aveva l'intenzione di fornire sostegno ai media elvetici, stanziando ogni anno ulteriori 150 milioni di franchi svizzeri a giornali, portali online, nonché emittenti radiofoniche e canali televisivi. Contro l'iniziativa si erano espressi grandi holding editoriali e alcuni politici che hanno avviato la sottomissione della questione al referendum.
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