Orlando: “Il problema è arrivare al 2023, Lega e M5S mi preoccupano”

© AFP 2022 / John ThysAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2022
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Il Pd pronto a proseguire l’esperienza di governo e a sostenere la riforma Cartabia. “Spero che nessuno voglia prendersi la responsabilità di strappare”.
Raggiungere la fine della legislatura, senza che nessun pezzo del governo si sfili, “arrivare al 2023”, questo è per il ministro del Lavoro Andrea Orlando, il vero problema del momento.
Parlando al Corriere della Sera, il ministro Dem, sottolinea il “giusto” richiamo del premier Mario Draghi ai partiti e ribadisce che “il Pd ha dato dimostrazione che, alla preoccupazione manifestata, corrisponde anche un impegno a proseguire l’esperienza del governo”.
Diverso il discorso per quanto riguarda Lega e M5S, dice Orlando.
“Mi preoccupano entrambi, ma per ragioni diverse. Per quanto riguarda Salvini spero per l’interesse nazionale che non rincorra Meloni anche strizzando l’occhio a posizioni antieuropeiste e no vax in un momento cruciale per l’attuazione del Pnrr e per la sconfitta della pandemia. Per quanto riguarda il M5S non parlerei di caos, ma di un passaggio difficile che mi auguro si risolva con un rafforzamento dell’alleanza progressista”.
Orlando sottolinea l’importanza di proseguire il cammino del governo in questo momento e le possibili conseguenze di una spaccatura.
“Spero che nessuno voglia prendersi la responsabilità di strappare. Chi dovesse farlo si assumerebbe il peso di una perdita di risorse senza precedenti per il Paese. È proprio in questa zona grigia che si possono determinare incidenti parlamentari o politici”.

La riforma Cartabia alla prova

Intanto, uno dei temi su cui si dibatte è la riforma della giustizia. Per Orlando ci sono diversi pregi nel testo, ma bisogna smussare alcuni punti che riguardano le cosiddette “porte girevoli” per i magistrati.
Tra i punti a favore c’è quello di “aver superato la commistione di funzioni del Csm, tra amministrativa e disciplinare, è un passo avanti”.
E “positive sono anche le norme contro le nomine a pacchetto, terreno su cui sono cresciute le distorsioni di questi anni”.
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Qualche aggiustamento serve invece per gestire la differenza tra “il magistrato che ha fatto campagna elettorale” e “chi è stato chiamato per la sua terzietà in un governo tecnico”, “il provvedimento va difeso anche con queste imperfezioni, ma il tema andrebbe affrontato”.
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