La denuncia dei medici italiani: “Chiamati eroi, ora niente ristori per i medici morti in pandemia”

Italia, covid cartello
Italia, covid cartello - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2022
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Il presidente degli anestesisti parla del no al subemendamento per i ristori alle famiglie del personale che ha perso la vita per il coronavirus per il lavoro in corsia.
È durissima la denuncia di Antonino Giarratano presidente della Siaarti, la società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva, dopo la bocciatura da parte del Senato, del subemendamento che prevedeva i ristori per le famiglie dei medici che hanno perso la vita durante la pandemia.
“Siamo stati chiamati eroi, ma il no ai ristori per le famiglie dei medici morti per Covid e quello che sta succedendo con i fondi del Pnrr sono chiari segnali di una gratitudine solo a parole. Sono brutti segnali del fatto che presto non saremo più considerati”.
Parlando alla Adnkronos, Giarratano denuncia quanto deciso dall’Aula, uno sfregio al personale che ha perso la vita lavorando in corsia nei due anni di pandemia.

Fondi del Pnrr solo su base politica

Il presidente del Siaarti non denuncia soltanto il no ai ristori ma anche le modalità con cui vengono spesi i fondi del Pnrr dedicati alla Sanità.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza “sta viaggiando, a seconda delle Regioni, con 20 modalità diverse di spesa per migliorare la medicina territoriale, la dotazione tecnologica, la formazione”.
GIarratano ritiene che manchi uniformità, che non ci siano controlli e che le Regioni “stanno utilizzando i fondi del Pnrr solo su base politica, senza coinvolgere operatori sanitari e società scientifiche, ma nemmeno i tecnici”.
Una posizione che Giarratano aveva espresso anche in un post su Facebook, in cui pochi giorni fa aveva scritto: “Alla faccia di Omicron banale influenza e buona fortuna a chi nella propria regione riuscirà a dire tecnicamente la sua sui soldoni del Pnrr.Centro sud resterà sempre più ‘sud’ anche in sanità?”
Il rischio, avverte ora parlando all'agenzia di stampa, è di “bruciare questa mole di risorse mai vista e di allargare il divario fra le regioni, e di trovarsi alla prossima pandemia con un sistema sanitario non adeguato perché noi medici non abbiamo un ruolo nelle scelte del Pnrr. E saranno sempre le stesse figure professionali a pagare”.
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