Coldiretti: a San Valentino in 5,3 milioni torneranno a cena fuori

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San Valentino - Sputnik Italia, 1920, 13.02.2022
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Dopo un gennaio che ha portato a perdite nella ristorazione per 1,5 miliardi di euro, si prevede una ripresa grazie all'allentamento delle restrizioni per il coronavirus: 200 milioni la spesa che gli italiani affronteranno nei festeggiamenti, senza dimenticare i fiori.
Si torna a tavola in ristoranti, agriturismi, trattorie per festeggiare questo San Valentino 2022.
Lo prevede la Coldiretti: 5,3 milioni di innamorati che l'anno scorso si sono visti costretti ai festeggiamenti chiusi in casa, potranno recarsi nei ristoranti, negli agriturismi e nelle tante strutture ricettive disseminate sul territorio.
Cauto ottimismo palesato dall'associazione di categoria, alla luce degli allentamenti delle restrizioni per la pandemia di coronavirus che hanno dato nell'ultimo anno un duro colpo non solo alla ristorazione, ma a tutta quanta la filiera di approvvigionamento, fino alla produzione.
Gennaio poi si è rivelato un mese complicato, se pensiamo al picco di contagi da variante Omicron, che ha portato il settore a subire un danno quantificato in 1,5 miliardi di euro.
Numerose difatti erano state le disdette da parte dei ristoranti per le forniture di molti prodotti agroalimentari: vino, olio, verdure ma anche carne e pesce, con comprensibile danno per i produttori.

Grazie dei fiori

Altro elemento simbolo dei festeggiamenti del 14 febbraio sono i fiori, con l'associazione di categoria che stima una spesa complessiva per 100 milioni di euro.
"Con la discesa dei contagi e lo stop alle mascherine all’aperto la festa di San Valentino diventa, infatti, quest’anno il simbolo di un primo ritorno alla normalità ma anche l’occasione per far ripartire gli acquisti di piante e fiori in Italia nonostante le gravissime difficoltà legate all’aumento dei costi energetici che stanno mettendo in ginocchio le serre", dichiara la Coldiretti stessa.
Quest'anno i rincari del settore energetico hanno davvero messo la produzione a dura prova, con i vivai che faticano a non produrre in netta perdita.
Bisogna ricordare che al costo per il riscaldamento delle serre, ad esempio, si aggiungono i carburanti per i macchinari, i fertilizzanti, il materiale per il confezionamento.
"Da qui l’importanza di preferire in un momento difficile per l’economia nazionale le produzioni "Made in Italy" scegliendo l’acquisto di fiori tricolori, direttamente dai produttori o da punti vendita che ne garantiscano l’origine, per sostenere le imprese, l’occupazione e il territorio", conclude la Coldiretti.
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